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Division 1 Baseball

Bilancio della stagione regolare D1: i Playoff sono alle porte

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Bilancio della stagione regolare D1: i Playoff sono alle porte

È arrivato il momento della verità: la stagione regolare ha chiuso i conti e i Playoff sono ormai a un passo. Otto squadre si sono battute per tutta la stagione per conquistare le prime quattro posizioni, ma anche per evitare l’ultimo posto, con in palio sfide epiche in entrambe le estremità della classifica. Una stagione fatta di prestazioni da ricordare, regolarità, colpi di scena, ma anche di momenti più complicati. Alcuni giocatori sono stati presenti per tutta la stagione, portando le loro squadre settimana dopo settimana; altri, limitati dalle disponibilità, hanno avuto un percorso più altalenante.

Ieri, inoltre, abbiamo lanciato un grande sondaggio tra voi per eleggere il MVP della stagione regolare. La redazione ha selezionato quattro candidati, cercando di andare oltre i semplici numeri. Se le prestazioni individuali sono ovviamente un criterio fondamentale, abbiamo voluto bilanciare tra lanciatori e giocatori di campo, tra giocatori della JFL e stranieri, ma anche tra chi ha avuto molto tempo di gioco e chi ha avuto un ruolo più sporadico. Un altro elemento considerato: l’esperienza. Questa selezione mette così fronte a fronte giocatori presenti da diverse stagioni in D1 e profili più giovani, o addirittura rookies, che si sono rivelati quest’anno. Ora tocca a voi! Votate per il vostro MVP sull’app e sul sito.

Ma prima di proiettarci verso le semifinali e di svelare i nostri pronostici, ecco il bilancio. Squadra per squadra, torniamo su questa stagione regolare per analizzare cosa ha funzionato, cosa è andato meno bene e quali insegnamenti trarre prima di affrontare i Playoff.

Béziers

Cosa ha funzionato.

Nonostante i numerosi addii durante l’interstagione, i Pirates hanno saputo rinnovare il proprio roster. Limouzin è stato una delle rivelazioni della stagione (.261, 16 RBI, 17 walk), Montagne, utilizzato in diverse posizioni, si è dimostrato solido, mentre Tanigawa si è imposto come centro-campo (0 errori) e ha chiuso l’anno in scia vincente (9 home run in 17 partite negli ultimi 4 incontri). Meza ha confermato il suo altissimo livello, migliorando le statistiche della stagione scorsa e dimostrando di essere non solo il miglior shortstop della D1, ma uno dei 5 migliori giocatori in assoluto, forse addirittura tra i primi 3. Più in generale, l’attacco di Béziers, con 15 partite da 10 o più hit (tante quanto i Barracudas), è stato estremamente efficace. I Pirates possono anche vantare di essere l’unica squadra ad aver battuto Rouen 3 volte su 4: non è poco!

Cosa non ha funzionato

Il pitching in generale, e persino Gonzalez non è stato dominante come la stagione scorsa, con meno inning e strikeout lanciati. Ciò che ha pesato di più sui Pirates è stata una bullpen che non ha saputo chiudere le partite, rovinando numerose finiture. Offensivamente, si è notata una spiacevole tendenza a finire in double play, come testimoniano i 11 di Pilar.

La Rochelle

Cosa ha funzionato

Molta regolarità, solidità in casa (10-4) e soprattutto in trasferta, dove prima non andava così (7-7). Una capacità di reagire nelle ultime partite della stagione. Prestazioni individuali di alto livello, come i 29 RBI di Pena o la grande stagione di Rosell, oltre alla conferma del talento di Briones, uno dei migliori hitters francesi. La seconda parte di stagione di De La Rosa, dopo alcune difficoltà iniziali (2,02 di ERA negli ultimi 8 inning di partenza, 45 strikeout in 49 inning lanciati). La rivelazione di Krzykawiak, che, a parte 3 o 4 uscite stentate (comprensibili per la sua inesperienza), ha permesso ai Boucaniers di cavarsela brillantemente nelle partite JFL. L’efficacia del duo Paredes-Nieves nelle chiusure.

Cosa non ha funzionato

Il primo inning! La Rochelle ha segnato solo 9 punti in apertura, il totale più basso della D1. I Boucaniers sono stati fragili contro i 3 altri qualificati ai Playoff (4-8). La difesa ha commesso errori solo in tre partite, il totale più basso della D1. Un certo deficit produttivo in fondo al line-up (solo .181 al 9º posto). Difficoltà a trovare stabilità nell’ordine dei battitori, con molti cambi di posizione.

Montpellier

Cosa ha funzionato

Un’attacco implacabile, con ben 7 hitters sopra i 10 RBI e 6 con una media superiore a .340. Con prestazioni di spicco come i 23 RBI del giovane Nayral, i .383 di Mendez o i .373 di Doat, i .414 di Farina con runners in scoring position, ma soprattutto la stagione quasi perfetta di Brossier, che chiude con .459 e un OPS di 1.157, avendo hit in sicurezza in 24 partite su 26 (di cui 16 con multi-hit), un primato condiviso solo con Meza. È anche il migliore a due strike (.351), oltre a battere per .640 sul primo lancio o .571 con runners in scoring position. Insomma, una stagione da MVP. Merita menzione anche il breve ma travolgente passaggio di Ben Couvreur sul mound (33 strikeout in 16,1 inning, solo 1 punto concesso).

Cosa non ha funzionato

La bullpen ha la 2ª peggior ERA della D1 (7,84 contro 8,08 del PUC), ed è questo il grosso problema dei Barracudas, il cui pitching non è stato all’altezza. Si segnalano il 17,2% di walk, il totale più alto della D1, e il basso 56,4% di Left On Bases, il 2º più basso. Questo ha portato a alcune sconfitte troppo pesanti e 5 partite finite con la mercy rule. La difesa ha avuto dei vuoti, ma va detto che si è ripresa bene in stagione inoltrata (3 errori negli ultimi 6 incontri). Infine, bisognerebbe preoccuparsi delle 4 sconfitte consecutive di fine stagione contro avversari diretti (Rouen e Savigny), concedendo 48 punti?

PUC

Cosa ha funzionato

Non molto, anche se i parigini possono vantare la migliore prestazione individuale della stagione, con i 3 home run e 7 RBI di Bowers contro La Rochelle (ha addirittura 12 dei suoi 22 RBI contro i Boucaniers) e la più bella rimonta con un inning da 9 punti contro Béziers, per pareggiare 9-9, ma perdere poi la partita. Gonzalez, quando era in campo, è stato uno dei migliori giocatori del campionato, e Reyes lo ha sostituito alla perfezione. Si è apprezzato anche il potenziale di Julian Dussart, sia come catcher che come shortstop, che chiude con un WPA di 0,6, il secondo della squadra (dietro Bowers con 0,9).

Cosa non ha funzionato

L’incapacità di mantenere un risultato, con diverse vittorie poi vanificate. Due numeri lo spiegano: gli inning senza punti concessi, cioè la capacità di non subire punti dopo averne segnati. Il PUC ha solo il 43% di successo, l’unica squadra sotto il 50%. E poi l’indisciplina in base, con troppi out su base (stirando un hit, su pick-off, o colti da una line-drive), ben 17, il totale più alto della D1. L’apprendimento è stato duro per i due giovani lanciatori Le Guillou e Rolland-Diamond, che speriamo di rivedere in migliori condizioni. German non è mai stato il leader atteso sul mound, mentre Bowers si è progressivamente spento in stagione inoltrata.

Rouen

Cosa ha funzionato

La fine di stagione… Gli Huskies, dopo una dolorosa sconfitta in walk-off a Toulouse, potevano cominciare a temere per il posto ai Playoff. Hanno reagito da campioni, vincendo le 7 partite successive e chiudendo solo dietro Savigny. Gli Huskies hanno così ricordato a tutti, se ce ne fosse stato bisogno, che non sono mai migliori quando davvero conta vincere. Come spesso accade, gli Huskies hanno dimostrato qualità difensive di ferro e un pitching sopra la media. Rouen è stata l’unica squadra con un record positivo in trasferta (8-6) e imbattuta quando ha segnato per prima (17-0).

Cosa non ha funzionato

Difficile biasimare due giocatori che hanno totalizzato 9 home run e 44 RBI, ma Megumi e Nishikawa non sono stati all’altezza delle aspettative, con 66 strikeout a testa e .268 con runners in scoring position. Gli Huskies hanno sofferto di scarsa produttività per tutta la stagione, lasciando ad esempio le basi piene 25 volte. Problemi in apertura del line-up (.175 di media collettiva) o per iniziare gli inning, con solo il 31,5% di leadoff in base, il totale più basso della D1.

Savigny

Cosa ha funzionato

Come spesso accade, l’attacco ha girato a pieno regime, con un Acuna che continua a stupire, chiudendo la stagione sopra i .400. A. Amoros è stato una macchina da punti (28 RBI) e suo fratello Lilian si è distinto con 4 home run. Dopo una prima parte di stagione meno brillante (.294), Nunez si è sbloccato nella seconda metà (.364). I giovani Grosjean-Gardaix, Bernardi-Chiba e Martinez-Bouvier hanno dato il loro contributo, così come Chevet nel pitching, autore di alcune belle uscite, mentre Pena è stato dominante per tutta la stagione e Orozco rimane un elemento chiave nelle chiusure, con una propensione straordinaria a lanciare strike (76%). Infine, Savigny ha fatto forza di una limitazione, dimostrandosi quasi imbattibile (12-2) nel suo “campo interno” chartrino.

Cosa non ha funzionato

La difesa, a partire dall’shortstop, con 17 errori commessi, il totale più alto della D1. Acuna ha preso in carico la posizione, ma non è quella naturale per lui. Con 64 errori, Savigny ne ha solo uno in meno del PUC, e ha girato il minor numero di double play (0,58 ogni 9 inning). La recruit straniera Martin non ha mostrato molto, e Keurinck ha pagato il jinx del secondo anno.

Sénart

Cosa ha funzionato

Alcune solide prestazioni individuali, come quella di Do Carmo, che ha chiuso come miglior stolen base della stagione, oltre a battere per .372. Yorfrank Lopez è stato un pilastro offensivo con 21 RBI, mentre Dylan Mayeux ha avuto una delle sue migliori stagioni (.281, 15 RBI). Il ritorno di Brown ha fatto un mondo, con il veterano che ha realizzato tre doppi e tre tripli nonostante il tempo di gioco ridotto. Promettente è stato il gioco di Landry e Picard, che si sta affermando come shortstop. Infine, Dougals Rodriguez ha fatto del suo meglio (.418, 1 home run, 9 RBI). Nel pitching, Vera è stato eccezionale, tranne contro Rouen, e E. Brelle ha avuto alcune belle uscite.

Cosa non ha funzionato

I Templiers hanno colpito il soffitto di vetro contro il top-4 (4-12), e soprattutto contro gli Huskies (0-4, 49 punti subiti, 6 segnati). La serie di 6 sconfitte consecutive a metà estate (di cui 2 per forfait) ha interrotto una striscia di 6 vittorie consecutive che aveva portato i Templiers in testa alla classifica, forse a rivelare una certa fragilità mentale. Una mancanza di profondità nel pitching, che rendeva difficile trovare soluzioni dietro Brelle e Vera. Un fondo line-up a volte troppo fragile.

Toulouse

Cosa ha funzionato

Le chiusure, con 4 vittorie in walk-off (e un record di 4-0 negli extra inning), Toulouse è stata anche la squadra che ha segnato più punti nel 9º inning. La presenza sempre rassicurante dei veterani come A. Soriano, rimasto un hitter temibile, e Velazco. La chance data ai giovani, ben sfruttata da I. Bamberger. Un L. Perez che anno dopo anno cresce (22 hit contro i 6 dello scorso anno), un Chaligné ancora un po’ in difficoltà al piatto ma che ha mostrato belle qualità dietro il piatto. Le buone prestazioni di Laot, che ha chiaramente fatto un passo in avanti, utilizzato sia in bullpen che come partente, senza una posizione fissa, il che non è mai semplice. Ha chiuso la stagione con il maggior numero di strikeout in un singolo incontro, 14 contro il PUC. L’efficacia di Rojas nelle chiusure corte.

Cosa non ha funzionato

I starting pitcher non hanno mai – o quasi – permesso a Toulouse di competere alla pari, chiudendo con un record di 3-14 e una ERA di 7,74. L’attacco non è stato abbastanza produttivo (.225 di media collettiva, 127 punti segnati, 5 in meno del PUC), con alcuni cali evidenti come quello di Cegielski, .328 nel 2025 e .181 nel 2026, o quello minore di Baisse-Depontieu, .300 e .245. La difficoltà a imporsi in casa, solo 8-6, quando prima era una forza.

 

Firmato da

BaseballTV Team

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