Blu come la speranza
È ripartita per la squadra di Francia. Doveva affrontare il Sudafrica, con un po’ di nostalgia e un tocco di novità, ma alla fine si troverà dall’altra parte dei Pirenei per rivedere la vecchia conoscenza spagnola, per una serie di 4 partite. Ma l’avversario conta poco alla fine. Perché si apre un nuovo capitolo, portato dalla volontà del commissario tecnico Boris Rothermundt, che ha chiaramente l’intenzione di cambiare le cose e porre fine a anni di delusioni e insuccessi. Per farlo, serviva uno sguardo fresco. Sarà quello di un uomo che conosce particolarmente bene il baseball europeo e la vittoria, il canadese Mike Griffin, che ha guidato la squadra ceca dal 2014 al 2021. Li ha portati al 4º posto, per la prima volta nella loro storia nel 2014, seguito da tre 5º posti nel 2016, 2019 e 2021. Il bilancio non è forse straordinario in termini di risultati, ma ha chiaramente aperto la strada ai successi futuri, ha dato l’opportunità a nuove generazioni che sono cresciute insieme e hanno imparato a vincere, ottenendo anche alcuni bei risultati nella WBC e un 3º posto agli ultimi campionati europei. Quello che è interessante è che avrà un po’ lo stesso compito: far vincere un gruppo talentuoso, che sembra pronto a sbocciare.

Griffin arriva con il suo staff, è normale, con Cory Lee e Dave Jauss, che hanno assaggiato il sapore della MLB, ma si appoggerà anche sulle competenze locali. E chi meglio di Keino Perez per parlargli del baseball francese? Anche se per lui potrebbe essere doloroso non avere il titolo di manager, la sua etica del lavoro e la sua coscienza professionale lo renderanno un atout importante. Quentin Becquey, che da tre anni dirige gli Huskies di Rouen, apporterà anche lui uno sguardo informato e competente sui giocatori del campionato francese. Ci complimentiamo anche per la presenza di un logistico esperto, Rodolphe Le Meur, e per il contributo interessante di un agente di giocatori per facilitare i legami con quelli che militano soprattutto in America del Nord. Parlando di serie di partite, ecco la lista dei giocatori selezionati. Willis non è Zidane, non ha 70 milioni di selezionatori che prendono queste decisioni. Al massimo qualche centinaio, al meglio qualche migliaio. È normale interrogarsi su una scelta o un’assenza guardando la lista, senza però conoscere tutti i dettagli delle disponibilità o gli stati d’animo dei giocatori. È chiaro che mancano molti titolari potenziali, trattenuti dalle loro squadre in tutto il mondo, ma questa lista dà già un’idea di ciò che vuole fare il nuovo staff. Willis lo spiega molto bene in un’intervista da leggere sul sito della Federazione: «La nostra priorità sarà sviluppare la profondità della squadra e offrire ai giovani giocatori occasioni per essere messi alla prova, sperando di aprirgli maggiori opportunità». Questo è perfettamente completato dal commissario tecnico, nella stessa intervista: «L’obiettivo è creare concorrenza, profondità e una vera cultura della prestazione, perché ogni giocatore che indossa la maglia della Francia arrivi preparato e sappia esattamente cosa ci si aspetta da lui». Non si chiede di più. Ed è molto positivo vedere arrivare al massimo livello giovani giocatori che hanno fatto seri progressi questa stagione in D1, come Émile Brelle, Romain Krzykawiak, Nathan Laot, Oscar Lebouc o Théo Rioux. È altrettanto positivo dare una possibilità a un giocatore molto solido di D1 come Gabriel Harrison. È una gioia poter contare in nazionale sull’arrivo del miglior battitore del campionato, Ivan Acuna. E poi si ritrovano i giocatori di base, che sicuramente si impegneranno con ancora più forza e volontà. Ci siamo solo chiesti perché Brown e Hanvi siano stati selezionati, non certo per il loro livello, ma perché avrebbe potuto essere meglio vedere due giovani in più. «È una volontà di Mike», ci ha confidato Boris Rothermundt, incrociato nelle tribune dello stadio di Chartres durante la finale. «Voleva da un lato riconoscere il loro contributo alla squadra di Francia e dall’altro farsi un’idea del loro livello, del posto che possono occupare all’interno del gruppo». Dopotutto, con una formazione molto giovane, è sempre importante poter contare su giocatori esperti.

Il nuovo staff vuole reclutare ampiamente. Parlano di un vivaio di 70 giocatori da cui attingere. Questo numero ci ha fatto un po’ sorridere, perché già faticavamo a identificare 30 giocatori che sembrano in grado di competere a livello internazionale. Ma perché, in fondo, non allargare gli orizzonti, mantenere la pressione sulle prestazioni su il maggior numero possibile di giocatori e andare a scoprire, chissà, una o due nuove perle? Il lavoro da fare è enorme. La Francia resta su tre dolorosi campionati europei. Un 15º posto nel 2021, che ha costretto a passare per una fase di qualificazione per rimanere tra i migliori, un 7º posto nel 2023 e un 12º nel 2025, con, per finire, due sconfitte imbarazzanti contro l’Austria (3-6) e la Svizzera (3-12). La Francia insegue un podio dal secolo scorso e quel 3º posto ottenuto nel 1999. Da allora, non è andata molto meglio: 4º posto nel 2001, 5º nel 2007, 6º nel 2005, 2010, 2014, 7º nel 2003, 2016, 2019, 8º nel 2012. Si possono deplorare alcune eroiche sconfitte contro i grandi nomi del continente, ma è innegabile che la Francia si scontra con un soffitto di vetro quando si tratta di guardare in faccia l’Italia, i Paesi Bassi, la Repubblica Ceca, la Germania, o persino ora la Spagna, la Gran Bretagna, Israele. Quindi, una sfida enorme attende il nuovo staff.

I risultati non saranno necessariamente all’altezza nella prossima edizione, che si terrà in Germania (Regensburg e Monaco di Baviera). Non conosciamo ancora la formula della competizione, che sembra dovrà assomigliare a quella del 2025, che purtroppo ci sembrava un po’ troppo complicata. Cioè, la Francia, che si ritrova nel gruppo B, dovrà, in ogni caso, essere qualificata per la fase di classifica. Se termina 3ª o 4ª, dovrà affrontare uno dei primi due dei gruppi C e D (probabilmente Spagna, Israele, Italia, Croazia o Austria) per continuare il suo percorso. Se termina nei primi due posti, sarà direttamente qualificata per i quarti di finale. In ogni caso, la Francia affronterà la Slovacchia (dovrebbe andare bene), poi i Paesi Bassi e la Gran Bretagna. Dovrà quindi già compiere un exploit per sperare di evitare la trappola dei playoff, dove un altro enorme ostacolo attende i Bleus. Ci piacerebbe, ovviamente, che la nazionale esploda e si ritrovi nel top-4. Ma, francamente, non è questa edizione del 2027 che ci sembra decisiva. Possiamo, dobbiamo, dare un po’ di tempo a questo nuovo staff, a queste nuove idee. La pazienza è indispensabile, perché questo fermento che attraversa il baseball francese, questa emergenza di talenti, questa volontà di vincere possano davvero prendere tutta la loro dimensione. Se sarà ancora un 6º o 7º posto ad attendere i francesi, pazienza. Qualcosa sembra in costruzione, ed è soprattutto questo che guarderemo, credendoci fortemente.

La squadra di Francia – Lanciatori: N.Antoine (Reg), E.Brelle (Sen), G.Coste (Sav), F. De La Rosa (LaR), K.Esposito (Rou), R.Krzykawiak (LaR), N.Laot (Tou), T.Mercadier (Rou), Q.Moulin (Reg), E.Prioul (Rou). Ricevitore: I. Acuna (Sav). Interni: F.Brown (Sen), O.Lebouc (Rou), J.Monks (Mpt), M.Lopez (Mac), T.Rioux (Rou). Esterni: P.Brossier (Mpt), F.Hanvi (Sen), L.Jiminian (Sav), J.Paula (Net), M.Zan (Mpt). Dal 3 al 7 ottobre 2026, la squadra di Francia di baseball affronterà la Spagna per una serie di quattro partite internazionali, disputate a Montjuïc, sul campo dei Giochi Olimpici di Barcellona 1992.
F.Colombier
Foto: Glenn Gervot
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