Savigny, premiato per la costanza
Ecco Savigny solo in vetta alla classifica. È la conclusione logica di una stagione che i Lions hanno dominato senza sbavature. Inarrestabili, o quasi (10-2), nel loro campo peraltro decentrato, sanno anche viaggiare (7 vittorie in trasferta, miglior performance insieme a La Rochelle). Sono l’unica squadra a non aver perso un doubleheader e hanno concesso una sola volta due sconfitte consecutive, prima a Rouen poi a Béziers. È questa costanza a decretare il successo dei Lions. A brillare sono state anche alcune prestazioni individuali di peso, come quella di Pena, ancora dominante nella vittoria contro Sénart. Il lanciatore non ha concesso punti meritevoli (e anzi, in tutta la stagione non ha mai superato i 2 punti meritevoli concessi in una partita), ha realizzato il suo 5° match con almeno 10 strikeout, ha superato per la quinta volta il traguardo delle sette riprese e, se talvolta concede qualche passaggio gratuito (5 contro i Templiers), ogni sua uscita mette la squadra in condizione di vincere. 9-2, 1.35 di ERA, 108 K in 86.1 riprese: numeri che parlano chiaro. In bullpen, Orozco, ancora una volta molto utilizzato nel corso dell’anno (19 partite), si è rivelato decisivo con i suoi 3 strikeout su 3 battitori affrontati. Si parlava della potenza offensiva dei Lions, trainata da Acuna e dai fratelli Amoros, ma il pitching ha giocato un ruolo determinante in questo successo che ha issato Savigny in vetta alla classifica, posizione che intendono mantenere con una sfida di peso davanti ai Barracudas. La difesa, invece, continua a penalizzare i Lions, che hanno commesso 60 errori in totale, pari a quelli dell’ultima in classifica, il PUC. Ne sono stati aggiunti altri 5, di cui 4 dal giovane Grosjean-Gardaix, che ha vissuto un vero calvario nel ruolo di interbase, indiscutibilmente il tallone d’Achille dei Lions. Si può diventare campioni con una simile debolezza in un ruolo così strategico? Savigny dovrà dare una risposta positiva a questa domanda.

Un’altra domanda sta per trovare risposta: cosa combina Rouen? Gli Huskies hanno dormito per buona parte della stagione, per poi accendere l’interruttore proprio nei match decisivi, tornando a mostrare tutta la loro qualità. Dopo aver dominato La Rochelle, ci si aspettava la prova del nove contro i Barracudas. Il risultato non ha lasciato spazio a dubbi (13-3, 7-1). Montpellier si è battuto, ha messo pressione, avrebbe potuto far vacillare i normanni nelle fasi iniziali, si è mostrato molto solido in difesa (4° consecutivo senza errori e alcune giocate spettacolari in esterno e terza base), ma gli Huskies hanno fatto la differenza sia con i partenti (Lesfargues e Delgado hanno ceduto dopo 4 riprese) sia con la bullpen, dopo un breve periodo di assestamento. I veterani hanno dato il massimo, come dimostra Blondel al meglio della sua forma (1 HR, 4 RBI) o Bert, autore dei suoi primi due doppi della stagione. Oscar Lebouc ha dimenticato le difficoltà di metà stagione per tornare in piena efficienza (5 su 8, 5 RBI), mentre Harrison continua a lavorare egregiamente in cima all’ordine di battuta (5 su 9). C’è stato anche un momento forse mai visto prima, quando Megumi, vittima di 4 strikeout consecutivi (il temibile “golden sombrero”), ha poi colpito un fuoricampo al turno successivo. 4 K e poi un HR: una prestazione del genere non si era mai vista. Se l’attacco normanno sembra aver ritrovato tutta la sua verve, ciò che può preoccupare la concorrenza è il quartetto di lanciatori, senza eguali nel campionato francese: con Prioul, Mercadier, Ito e Taido, gli Huskies sono equipaggiati per puntare ancora molto in alto. Ora dovranno affrontare due volte Sénart per mantenere il secondo posto.

La Rochelle, dal canto suo, dopo una serie difficile (1-5), si è riscossa contro Tolosa. Ancora una volta, Nieves ha dimostrato di essere non solo il miglior rilievo, ma uno dei migliori lanciatori del campionato con una prestazione decisiva: 5 riprese e 8 strikeout in uscita da Krzykawiak, che aveva faticato nell’incontro contro Rouen (4 riprese, 1 punto meritevole). Parlando di lanciatori, De La Rosa è stato impressionante nel secondo match, concedendo solo 2 valide e nessun punto in 6 riprese. Se l’attacco ha funzionato meglio, è perché Pena (3 RBI sabato) e Briones (4 su 4 domenica) hanno guidato la squadra, confermando di essere elementi fondamentali per l’offensiva dei Boucaniers. Con la loro miglior prestazione di sempre (17 vittorie), i padroni di casa si qualificano per la semifinale per il secondo anno consecutivo, consolidando il loro status di una delle roccaforti della D1.

In zona retrocessione, il PUC lascia la D1 con gli onori del caso, imponendosi a Béziers nell’ultimo match della stagione. I Pirati sono stati fedeli al loro campionato: un attacco devastante (due volte 15 valide), un pitching che fatica a reggere il ritmo e che risente dell’assenza di Froment, autore di buone prestazioni negli ultimi incontri. Béziers, scosso nell’interstagione, è riuscito a mantenere la rotta, appoggiandosi a un nucleo venezuelano di tutto rispetto ma anche a giovani di talento. A Parigi, si può dire che se Reyes fosse stato in campo fin dall’inizio, qualche vittoria in più sarebbe arrivata. Ma con i “se” non si va in D1. E sarà in D2 che il PUC dovrà rimettersi al lavoro l’anno prossimo.
F.Colombier
Credito fotografico: RS Clubs
3 commenti
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Pongo0017
MVP
Vedi i 3 commentiEs ce que vous savez si savigny va jouer dans leur stade ou si ils seront delocalisé prêt de Chartres pour les demi finale ??
Merci
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