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Analisi delle semifinali: logica e destino in finale

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Analisi delle semifinali: logica e destino in finale

Alla fine, tutto torna. Le due migliori squadre della stagione regolare si affrontano in finale. Sarà la terza volta in cinque anni che i Lions de Savigny e gli Huskies de Rouen si incontreranno nella partita che conta. E negli ultimi due scontri diretti, sono sempre stati i normanni a trionfare. Anzi, in totale, sono quattro le vittorie consecutive degli Huskies in finale. La logica reggerà fino in fondo?

Ma partiamo dai due sconfitti. I Boucaniers de La Rochelle non hanno molto da rimproverarsi. Hanno messo in difficoltà gli Huskies, infliggendo loro 18 hits contro il miglior staff di pitchers del campionato. Un risultato niente male, soprattutto considerando che La Rochelle non giocava da un mese – e in queste condizioni, le mazzate spesso si arrugginiscono. Hanno realizzato giocate difensive da manuale, come quella firmata da Pena nell’8ª ripresa del match 2 delle semifinali: un doppio gioco nel campo destro per eliminare Megumi su un pallone, seguito da una presa al piatto che ha bloccato il veloce Rioux. Hanno preso il comando in entrambi gli incontri, ma non sono mai riusciti a chiudere la porta. I rochelais hanno segnato in 5 riprese, ma ogni volta che tornavano in difesa, subivano punti immediati. Certo, c’è da riconoscere agli Huskies la capacità di emergere più forti quando le cose si fanno difficili, ma è chiaro che La Rochelle non è riuscita – o non ha potuto – seminare il dubbio nella testa dei normanni.

Questo si è visto chiaramente nel match 1, quando i Boucaniers hanno aperto 2-0 per poi subire 3 punti di fila, hanno pareggiato e poi ne hanno persi altri 2. Ma il vero punto di svolta è arrivato nella 5ª ripresa. Era la terza volta che Krzykawiak affrontava il cuore del line-up degli Huskies, e questa volta è stato troppo. Una rimonta decisiva di 4 punti ha spazzato via ogni speranza. Del resto, il giovane lanciatore sinistro non ha mai trovato la soluzione contro Rouen questa stagione: in 3 partite, la sua ERA contro i normanni è 15,19, mentre contro il resto della D1 si attesta su un più dignitoso 3,25.

Il match 2 è stato meno spettacolare, ma anche lì i Boucaniers hanno preso il comando per vedere Rouen pareggiare subito. Tutto si è deciso nell’8ª ripresa, e qui ci si chiede se non sia stata la ripresa di troppo per De La Rosa, che fino a quel momento non aveva mai superato la 7ª. Dopo un out, un singolo, un walk, un altro singolo, la partita era già decisa, nonostante un ultimo sforzo nella ripresa finale. La Rochelle rimpiangerà sicuramente le assenze di Briones e Camara, ma non ha certo da nascondere la testa per la stagione 2026. I Boucaniers si stanno davvero affermando nel panorama della D1. Ora manca solo il salto psicologico: vincere una partita in semifinali (il loro bilancio è 0-8 a questo livello). Hanno le armi per riuscirci.

I Barracudas de Montpellier, invece, hanno pagato le debolezze accumulate durante tutta la stagione: un pitching inaffidabile e errori costosi. I 5 pitchers montpelliérain hanno concesso 17 walk (il 13,8% della stagione, leggermente meglio rispetto al 17,25% della regular season, ma ancora troppo alto). Per confronto, Savigny si è fermato all’8,7%. E poi ci sono state le 3 errori nel match 3, tra cui una decisiva nell’8ª ripresa, che ha permesso ai Lions di prendere il comando. Alla battuta, Brossier (2 in 10), Doat (2 in 12, ma con 4 RBI), Mendez (2 in 12) e Bouniol (1 in 10) non hanno espresso il loro solito livello, e questo è stato fatale. Sul mound, Ramirez (con 7 walk e 2 balks) non ha mai trovato il ritmo, mentre Delgado si è battuto, ma alla 8ª ripresa era completamente scarico dopo 120 lanci. Un applauso, però, a Quentin Lesfargues, che vince il suo primo match in playoff al primo debutto, tenendo duro per 6 riprese. Montpellier ha fallito 8 volte nelle ultime 12 semifinali. Non è più una statistica: è la conferma di una vera difficoltà a portare il gioco al livello giusto quando conta davvero.

Passiamo ora ai vincitori. Savigny ha fatto Savigny: resilienza mai messa in discussione, e forse esaltata dalle difficoltà di una squadra senza un campo fisso, che però sembra aver trovato la sua casa a Chartres. I Lions avrebbero potuto arrendersi dopo aver subìto 9 punti nelle prime due riprese del match 2. Hanno cercato di rimontare, fino a una 9ª ripresa in cui il panico ha preso il pitching montpelliérain, ma il divario era troppo grande. Avrebbero potuto pensare che fosse finita quando Montpellier ha aperto 3-0, poi 5-4 e 6-4 nell’8ª ripresa del match 3. Ma hanno trovato la forza per vincere…

Conosciamo le forze offensive di Savigny: Nunez, Acuna, i fratelli Amoros. Ma in questa semifinale, è stato il basso ordine a fare la differenza. I battitori 1-3 hanno chiuso con .226, i 4-6 con .187, mentre i 7-9 hanno sfiorato il .282. È il segno di una fiducia collettiva, di una squadra capace di essere pericolosa in ogni situazione. Certo, la difesa rimane un punto debole (6 errori questo weekend), e il pitching JFL mostra segni di fragilità – basti pensare a Coste, che può dominare un line-up o farsi travolgere. Ma Savigny è una squadra compatta, in missione, che crede nelle proprie possibilità e vuole finalmente conquistare quel titolo che sfugge da 24 anni. E ha un asso nella manica: Pena, che in stagione regolare aveva faticato contro i Barracudas, ma qui si è imposto con autorità, siglando la vittoria nel match 3, e Orozco, imperioso in chiusura, che ha dato tutto per fermare l’attacco montpelliérain nell’ultimo atto.

Gli Huskies, ora, dovranno vedere di non farsi travolgere. Alcuni dei loro battitori sembrano però pronti al momento giusto. È il caso di Megumi, deludente per gran parte della stagione, ma esploso con 3 in 9, 2 home run e 4 RBI, tra cui il punto chiave che ha pareggiato il match 2 nella 5ª ripresa. Il suo connazionale Nishikawa ha centrato la mira: 5 in 9. E che dire di Hugo Blondel, inarrestabile da settimane (5 in 10, 2 RBI)? Gli Huskies hanno anche brillato con colpi decisivi: il triplo da 2 punti di Vissac nel match 1, l’RBI vincente di Lebouc nel match 2… Non si può ignorare neanche il walk di Bert contro De La Rosa nell’8ª ripresa del match 2. Fino a quel momento, il veterano sinistro soffriva contro l’artiglieria dei Boucaniers (1 in 20 in carriera, 11 strikeout, e 0 in 3 con 2K in questa partita). Ma ha trovato la falla e raggiunto le basi, spingendo Blondel in 2ª base. Due lanci dopo, Lebouc ha bucato il campo sinistro e portato la sua squadra in finale. I normanni sono stati chirurgici e spietati. Insomma, da veri Huskies nei playoff.

Meno spettacolare, invece, il pitching. Ito è stato dominato dall’attacco rochelais, registrando la peggior prestazione della stagione, e persino Taido ha tremato nell’8ª ripresa, riempiendo le basi prima di riprendersi contro il connazionale Hashimoto. Ma Rouen ha potuto contare sulle large spalle di Thibault Mercadier. Non è stata la sua uscita più dominante (solo 12 strikeout), ma si è battuto, gestendo situazioni complicate senza subire. Sarà il numero 1 del mound normanno contro i Lions, sempre affamati di hits.

Tutto inizia domenica prossima a Rouen, con gli Huskies che sognano il 20º titolo per il loro 40º anniversario e i Lions che sperano di diventare i primi a far cadere Rouen in finale. Non si poteva chiedere un match più epico.

F. Colombier

Firmato da

BaseballTV Team

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