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Division 1 Baseball

Serie francesi: Vogliamo divertimento

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Serie francesi: Vogliamo divertimento

La logica è stata rispettata. Le due migliori squadre della stagione regolare si affrontano in finale, come già accaduto nel 2024 e nel 2025, ma solo cinque volte negli ultimi 10 anni.

Rouen ha dominato, non senza tremori, una squadra straordinaria di La Rochelle, la cui aggressività offensiva ha messo a dura prova il miglior staff di pitching del campionato, mentre Savigny è riuscito a districarsi dal tranello montpelliérain dimostrando una impressionante forza collettiva. C’è stata un’intensità folle, quella che si respira nei play-off. Ma questa volta è ancora meglio, ancora più forte: è la finale. Con due pesi massimi fronte a fronte, pronti a darsi battaglia furiosa. Da una parte, carico di medaglie e certezze, il campione in carica, che non sogna altro che mantenere il percorso immacolato in finale e soprattutto conquistare la sua ventesima stella, nell’anno del suo 40º compleanno. Dall’altra, una squadra che non smette di lottare per sopravvivere, privata del campo, che lo scorso anno ha posto fine a 20 anni di insuccessi vincendo il Challenge de France e che ora vuole dimenticare 24 anni senza il titolo di campione. Due delle migliori dal 2021: 98 vittorie e 42 sconfitte per Rouen (.700), 88 vittorie e 51 sconfitte per Savigny (.633), mentre solo Montpellier si inserisce tra le due (100-44, .694), ma i Barracudas non sono più lì, o quasi, nei play-off, con 18-6 per Rouen, 7-7 per Savigny e 7-12 per Montpellier.

Ecco i Leoni di fronte a una montagna. Così tante squadre si sono infrante contro di essa. 19 finali, 19 titoli per Rouen: sperare di farli inciampare è quasi fantascienza, costituirebbe comunque l’exploit più eccezionale del baseball francese. Ma insomma, qualcuno ci riuscirà certamente un giorno. Le serie hanno tutte una fine. Allora, perché no Savigny? Oppure, per essere positivi, perché Savigny? Prima ragione, i Leoni hanno un’arma letale: Pena. Il venezuelano è perfettamente in grado di vincere le sue 2 partenze. Ha dimostrato contro Montpellier di essere capace di portare il suo livello di gioco quando serve. Era stato mediocre contro i Barracudas durante la stagione, ma è stato implacabile sabato scorso e si è concesso persino il lusso di chiudere con un ultimo inning come closer nella partita decisiva. Se mantiene questo livello di gioco, e soprattutto se evita imprecisioni (con 51 basi su ball, è il leader, senza contare 8 wild pitch e 8 home plate collisions), può mettere la sua squadra sulla strada giusta. Seconda ragione, l’offensiva. I Leoni sono una delle due squadre ad aver superato i 200 punti questa stagione, hanno il maggior numero di extra-base (86), il maggior numero di basi su ball ricevute e sono secondi nei stolen base. Axel Amoros è secondo per RBI, Lilian Amoros terzo per home run, Acuna leader in slugging percentage, Saxemard terzo per percentuale di basi su ball, Nunez terzo per doppi: il pericolo può arrivare da qualsiasi parte. È soprattutto impressionante notare che Savigny ha battuto Montpellier nonostante Acuna e i fratelli Amoros abbiano colpito solo 5 volte in 29 at-bat (.172). Questo è il segno di un line-up completo. Questi tre non dovrebbero rimanere su queste medie. È un buon segno per i Leoni.

Ma non si può per questo incidere subito il nome di Savigny sulla Coppa. Ci sono alcune debolezze nel pitching dei Lions, la cui importanza è cruciale in una finale. Ci sono anche errori difensivi che possono essere determinanti quando una partita si gioca sui dettagli, sui fondamentali, sull’esecuzione. Quel pallone sfuggito nel primo inning della partita tre, che avrebbe dovuto essere un terzo out e che ha costato un punto, avrebbe potuto avere conseguenze ben più drammatiche, come quell’errore nel campo destro nel secondo inning che ha permesso di posizionare due corridori in posizione di segnare con un solo out. Non sarà tollerato, contro Rouen.

Perché il più grande problema dei Leoni è che di fronte hanno Rouen. Non parliamo delle 6 finali perse da Savigny contro gli Huskies (2003, 2005, 2009, 2010, 2022, 2024), anche se il peso della storia conta sempre. Ma è innegabile che Rouen arrivi ancora una volta in piena possesso dei suoi mezzi per conquistare il titolo. Gli Huskies sono su una serie di 9 vittorie consecutive, durante le quali hanno segnato 86 punti e subìto solo 23, con 102 hits concessi e 56 permessi.

I roussillonnais rispondono colpo su colpo agli asset dei Leoni. Hanno Pena? Rouen può schierare Mercadier, la miglior ERA, il più basso batting average, il secondo WHIP (dietro al compagno Taido), il terzo percentuale di strikeout. È uscito da una partita completa contro La Rochelle, dove è stato a volte in difficoltà (8 hits) ma è sempre riuscito a fare la differenza quando serviva (0 punti subiti in 9 inning con corridori in posizione di segnare), il che è la marca dei grandi. I Leoni hanno molte armi in attacco? Rouen può dire esattamente la stessa cosa. Basta citare le performance dei primi quattro battitori dell’ordine in questa serie di 9 vittorie: Megumi, .316, 5 home run, 11 RBI; Harrison .424; Nishikawa .444, 13 RBI; Blondel .452, 12 RBI. Di che cosa per far sudare freddo a qualsiasi lanciatore, tanto più che anche a Rouen, lo scorso weekend, i grandi hits sono arrivati da altri giocatori, come il triplo da 2 punti di Vissac nella partita 1 o il singolo decisivo di Lebouc nell’ottavo inning della partita 2. E poi, quando si parla di punti deboli, Rouen sembra un po’ più completo nel pitching (Taido, Ito, Prioul, Manaranche, è solido) e può contare su una difesa che riduce al minimo il numero di errori.

Ne emerge una finale che si annuncia estremamente equilibrata, una bilancia che non pende ancora chiaramente da una parte o dall’altra. Tra la resilienza dei Leoni e la forza tranquilla degli Huskies. Si può anzi tornare agli incontri della stagione regolare per rendersi conto che lo spettacolo sarà sicuramente all’altezza. Due di essi si sono decisi all’ultimo at-bat. Una rimonta di tre punti dei Leoni nell’ottavo inning per ribaltare la situazione e resistere nel nono durante il primo match, un triplo di Lebouc nel nono inning per la vittoria nell’ultimo. C’è stata una vittoria più facile per Rouen, 7-1, con una masterclass di Mercadier (8 inning, 2 hits, 0 basi su ball, 10 strikeout), e poi uno scenario completamente folle di 29 hits, 6 errori e 25 punti, con 12 segnati nelle ultime due riprese, e una vittoria 15-10 di Savigny. Si dimentica, perché non assomiglia a nulla e non aveva un vero interesse sportivo, il 22-7 vinto dagli Huskies in Coppa della Confederazione, una mattina di giugno a Karlovac. Suspense, talento, pitching, offensiva: ecco, tutti gli ingredienti sono lì per uno spettacolo di altissimo livello. Ce lo si aspetta, perché le ultime due finali sono state singolarmente prive di sale, con due spazzate degli Huskies, nel 2024 contro i Leoni e nel 2025 contro i Barracudas. Questa volta, vogliamo una quinta partita, colpi di scena, exploit, lacrime… Vogliamo una grande finale, vogliamo divertimento.

F. Colombier

Firmato da

BaseballTV Team

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