I Lions tenteranno l’impossibile impresa di ribaltare Rouen tre volte in casa loro. In memoria della loro straordinaria epopea del 2004.
E se questa finale si fosse giocata nel 1º inning della prima partita? Savigny aveva resistito a un primo inning traballante: due errori, un singolo, ma alla fine, nessun punto concesso. Ecco che al loro turno in battuta, i Lions riempiono le basi con un solo out. La loro probabilità di vincere la partita saliva al 64%. Al piatto, Luc Viger. Uno dei loro migliori produttori di punti, che fu decisivo nella partita 4 della finale 2021 contro Rouen, che era certamente animato dalla legittima volontà di fare male alla sua vecchia squadra. Strikeout. Tocca a Lilian Amoros, 3 home run questa stagione, di cui due sul campo di Limeil-Brévannes. Rullante alla seconda base. Savigny aveva lasciato passare la sua occasione. E non ne avrebbe trovata – quasi – nessuna altra. Gli Huskies avrebbero messo un inning per riprendersi da questo piccolo spavento, poi avrebbero colpito forte nel 3º inning con 3 punti segnati, con 3 valide e 2 walk. La partita era definitivamente girata.

Si scrive « quasi », perché nella partita 2, i Lions hanno di nuovo fatto sentire il loro ruggito. Mentre Rouen prendeva il comando 2-0, Savigny ritrovava la sua modalità remontada per pareggiare con un singolo di Acuna, ben aiutato da due errori e una ball passata degli Huskies. 56% di probabilità di vincere la partita, sempre secondo il calcolo delle probabilità. In battuta, Léo Jiminian, senza dubbio il miglior battitore francese, poi Axel Amoros e i suoi 18 RBI. Rullante alla terza base e strikeout. Rouen chiudeva la porta con una certa brutalità. E, come svegliati da questa brusca spinta dei Lions, gli Huskies avrebbero segnato 5 punti senza replica nei 3 inning successivi.
Savigny potrà nutrire rimpianti per queste occasioni perse. Rimpianti anche per una difesa troppo porosa, con ben 9 errori. Rimpianti per un line-up totalmente improduttivo dopo il 3º battitore: dal 4º al 9º posto, 2 su 39 (.051)! Rimpianti di non aver potuto utilizzare Orozco al meglio, in rilievo, quando la situazione è tesa. Il divario si è allargato troppo velocemente nella partita 1 perché il nicaraguense fosse fatto entrare in gioco, e non ha potuto fare molto come starter nella partita 2. Il reclutamento fallito di Romero come lanciatore numero 2 pesa molto.
Rouen troppo forte?
I Rouennais hanno recitato il loro baseball. Prima, il top-4 (Defries – Masson – Smith – Blondel), che aveva metodicamente distrutto il pitching di Tolosa (.408, 7 extra-bases, 14 RBI) ha rifatto lo stesso contro Savigny (.444, 3 extra-bases, 6 RBI). Poi, gli Huskies hanno corso molto, e non solo per riscaldarsi in un fresco weekend di ottobre: 10 basi rubate. Quando una squadra corre veloce e colpisce molto, è difficile batterla, a meno di saltare sul pitching. Ma purtroppo Rouen ha il lusso di fare starter con lanciatori come Vincent e Prioul, di affidar loro solo 5 o 6 inning, prima di far salire sul monte Igami poi Mercadier, tenendo Moulin in riserva se mai ce ne fosse bisogno. L’americano e il giapponese non hanno lasciato che briciole, è stato un po’ meno dominante per i due francesi, ma senza mai davvero essere sopraffatti.

Allora, è tutto detto? I Rouennais vinceranno un 18º titolo, in altrettante finali e in 20 campionati? È molto tentante rispondere « sì ». Vedere Rouen perdere tre volte in casa sarebbe un autentico terremoto nel baseball francese, un’impresa che si racconterà per anni, dicendo « c’ero ». Tutto sembra troppo forte, dalla parte di Rouen, perché la muraglia si incrini. L’attacco è in fiamme (26 valide il weekend scorso), la difesa si è consolidata nel corso della stagione, il pitching, come detto, è il più completo del campionato. E poi c’è questa certezza di vincere, che abita profondamente i Rouennais, questa forma di arroganza e spietatezza che fa sì che gli Huskies vinceranno, qualunque cosa accada, perché non può essere altrimenti. Bisogna aver provato questa sensazione, che esala dagli spogliatoi dei Rouennais, per capire quanto sia difficile batterli in finale del campionato.
Ma Savigny non prenderà l’autostrada dell’Ovest per passare un weekend di riposo in Normandia. I Lions possono già chiamare gli spiriti del 2004. Scossi, dominati dai Barracudas, avevano ribaltato la situazione il weekend successivo sotto il sole di Veyraissi, per un comeback che rimane nella memoria. Venti anni dopo, i moschettieri non sono più gli stessi, ma il panache è ancora un valore forte per i Lions.

Una finale in tono minore
Per vincere, Savigny dovrà fare tutto alla perfezione. Non sprecare occasioni, essere impeccabili in difesa, giocare tutte le carte giuste nel pitching. Dovranno essere i leader abituali, quindi Acuna e Jiminian, a prendere in mano la squadra, ma anche i più giovani dovranno sostenerli fortemente. È come squadra che Savigny può compiere l’impresa. È un concetto che gli calza a pennello. Far deragliare poco a poco la macchina ben oliata degli Huskies, seminare germi di dubbi, dirsi che ci sono 36 inning da vincere, e che, presi uno per uno, è tutto abbastanza possibile. I Rouennais tendono a volte a dimenticare di giocare bene la partita 3 (hanno solo 10 vittorie per 7 sconfitte in quel momento di una finale). Tocca ai Lions approfittarne.
Si ha davvero voglia di dire « forza Savigny », per avere una finale, un’apoteosi, che la stagione si concluda con un vero scontro tra titani, che si vada almeno al 4º se non al 5º match, perché è lì che si scrive la storia.
Ce ne sarebbe bisogno, perché la finale 2024 è per il momento abbastanza poco brillante. Un divario cumulato di 11 punti nel primo weekend, è molto. La media delle ultime 10 finali è di 4,6 punti. Si è arrivati una volta a 14 punti nel 2019, ma il 2024 è al 2º posto. .930 di fielding percentage, è il peggiore delle ultime dieci finali, lontano dietro il .950 del 2016. 63% dei punti segnati che non sono meritati, è il 2º peggior percentuale dal 2017 (58%). E si potrebbe continuare con lo stesso ritmo parlando della differenza di valide o di strikeout tra le due squadre. Tutto questo per dire che il livello rimane medio, un po’ come un campionato che lascia un po’ insoddisfatti. Se la D1 è la vetrina del baseball francese, cosa che sembra logica, è un po’ incrinata.
Resta da sperare che Lions e Huskies ci offrano un fuoco d’artificio per dimenticare tutto questo. E che il titolo sia assegnato domenica, al termine di una bella battaglia. Sarà la prima volta che un campione di Francia sarà incoronato in queste condizioni. Almeno ci si potrà ricordare della finale per questo.
F. C.





