Per una federazione, la gestione delle squadre nazionali rappresenta la punta dell’iceberg delle sue azioni di sviluppo. La più mediatica, come in altri sport, è la nazionale senior maschile. Quando questa squadra va male, è tutta la comunità del baseball a soffrirne.
Abbiamo appena concluso l’Europeo e, per dirla tutta, i successi legati alle vittorie non sono arrivati. La retrocessione in gruppo B è lì, ben lì. Non facciamoci illusioni, è il peggior risultato possibile.

Molte circostanze hanno inceppato la macchina dall’entusiasmo dell’inizio del 2020. Torniamo indietro nel tempo. Fine 2019, l’annuncio cade quasi come uno scherzo del primo aprile: Bruce Bochy, l’allenatore tanto titolato dei San Francisco Giants, diventerà il manager della nazionale francese. Seguirono incredulità, poi il ritiro di preparazione a febbraio iniziò nel 2020 negli USA. Le prime foto di Bochy in maglia francese arrivarono sui social. La leggenda si installa con una prima amichevole vinta contro una squadra di riserve dei Giants. Al punto che un lanciatore di tripla A è stato invitato per la seconda amichevole.
Poi il Covid è arrivato nel nostro universo mondiale, fermando tutto sul suo passaggio, incluso il torneo della « World Baseball Classic ». Quasi un anno e mezzo dopo, le delusioni continuano: Bochy e numerosi giocatori francesi che giocano all’estero non saranno presenti all’Europeo. Il presidente della federazione passa il testimone, impegnato in compiti sportivo-politici più importanti per lui e la comunità olimpica (di cui il baseball non fa parte per Parigi 2024).

Allora le giovani reclute presenti nella Challenge de France e molto utilizzate durante tutta la stagione sono convocate. Un allenatore, Keino Perez, è nominato in tutta fretta manager di riserva all’ultimo momento. È con la sua squadra di Rouen in un anno difficile: un Europeo molto deludente, una prima parte di stagione appena sufficiente e una finale della Challenge de France persa in modo netto. Ha visto poco evolversi i giocatori delle altre squadre durante la stagione, quindi la selezione si basa su statistiche e su una parte delle partite giocate nella Challenge de France. Condizioni molto sfavorevoli per selezionare i giocatori giusti.
Si sono letti sui social post di giocatori non selezionati che, con l’anima in pena, hanno cercato di sfogare il forte risentimento di non essere scelti o anche notati. Ma in tutte le circostanze, questo esiste. Ci sono sempre delusi dalla non selezione.

In tutte queste condizioni, la nazionale si ritrova in Italia con una combattività ridotta. Il sorteggio non è nemmeno dalla loro parte, poiché nel gruppo c’è la squadra di Israele, la più dominante nella grande Europa (qualificata alle Olimpiadi di Tokyo per rappresentare il vecchio continente). I Bleus non potranno fare meglio del secondo posto nel loro girone. Le sconfitte si accumulano quasi logicamente, un sussulto contro la Russia, un «fare un po’ meglio» contro la Germania portano naturalmente alla retrocessione in gruppo B quasi inevitabile. Una lunga partita contro i Greci che si conclude con l’impossibilità di segnare tanti punti quanti ne servirebbero per evitare la retrocessione. Per il nuovo presidente della Federazione, è un inizio di mandato simbolicamente poco incoraggiante.

Ma guardiamo positivamente a queste evoluzioni. Bochy, che torni o no, avrà messo la Francia sotto i riflettori nella comunità mondiale del baseball. Le giovani reclute che brillano nel campionato accumulano esperienza e formeranno l’ossatura della futura nazionale. I club che formano questi giovani si vantano del loro successo e generano vocazioni tra i juniores.
I giorni migliori torneranno, non ne dubitiamo.
DC
Crediti foto: Glenn Gervot

