Finale di D2: Metz Cometz vs Montigny-le-Bretonneux Cougars, due filosofie a confronto
La finale della Division 2 vedrà scontrarsi i Metz Cometz con i Montigny-le-Bretonneux Cougars, al termine di una stagione estenuante, segnata da ondate di caldo intenso. Sulla carta, i messini partono favoriti. I Lorena hanno dominato la stagione regolare e eliminato i Meyzieu-Décines Cards in semifinale. Ma i Cougars arrivano con la carica, dopo aver spazzato via il temibile Nice Cavigal senza subire sconfitte, arrivando in finale con una fiducia a livelli massimi.
Per decidere chi si aggiudicherà il titolo, tutto potrebbe dipendere dalla capacità di imporre il proprio ritmo. Sul monte di lancio come in battuta, le due squadre presentano infatti profili sensibilmente diversi. Ricordiamo che la finale si giocherà al meglio delle cinque partite: le prime due si disputeranno il 12 e 13 settembre a Montigny, mentre la terza e, eventualmente, la quarta e quinta, si terranno a Metz il weekend del 19 e 20 settembre.
Due lanciatori, due stili opposti

Il duello tra i due lanciatori più determinanti della divisione incarna perfettamente questa contrapposizione di stili.
Dalla parte di Metz, **Jessel Abrahan Soto Arellano (P)** si è imposto come il dominatore della stagione dal punto di vista statistico. Il suo stile si basa sulla potenza: una velocità di lancio esplosiva e traiettorie quasi impossibili da leggere per i battitori. Attaccando costantemente la zona di strike, mira a moltiplicare i strikeout e a limitare le palle in gioco.
Con una **ERA** inferiore a 1.00 per tutta la stagione e diverse uscite con oltre dieci strikeout, il lanciatore dei Cometz ha alleggerito notevolmente il carico sulla difesa. In semifinale contro i Meyzieu-Décines, nel primo match, ha confermato questa supremazia con sei inning lanciati, tre valide concesse e sei strikeout, nonostante due punti subiti.
Montigny potrà invece contare su **Ricky Jon Deeble (P)**, il cui approccio è diametralmente opposto. Il lanciatore francilien predilige i contatti deboli anziché la caccia sistematica allo strikeout. La sua fastball, pesante e bassa nella zona, mira a provocare palle al suolo e a permettere alla difesa di intervenire in fretta.
Questa economia di lanci gli consente di resistere a lungo e di lanciare partite complete da sette inning. Il suo successo, però, dipenderà dalla precisione dei suoi colpi. Di fronte ai potenti battitori messini, dovrà mantenere la palla bassa per evitare i colpi di potenza e costringere Metz a costruire i punti attraverso una sequenza di valide.
Ma ricordiamo che le regole della **JFL** sui lanci per partita giocheranno un ruolo cruciale, e questi due stili da soli non basteranno. E parlando di bullpen, Metz parte con un vantaggio anche qui.

Metz punta sulla pazienza, Montigny sull’aggressività
La differenza di filosofia si riflette anche nelle linee offensive. Metz si appoggia su un’attacco basato sulla pazienza e sulla capacità di raggiungere le basi. I battitori lorenesi cercano di allungare i turni al piatto, di stancare il lanciatore avversario e di costringerlo a moltiplicare i lanci.
L’obiettivo è doppio: mettere giocatori in base e logorare rapidamente il lanciatore partente per far intervenire prima i rilievi.
**Yeixon Ruiz (SS)**, **Noa Cailteux (2B)** e **Ashton Neuman (OF)** giocano un ruolo chiave come catalizzatori offensivi. La loro pazienza in battuta, unita alla capacità di avanzare sulle basi, mette rapidamente sotto pressione la difesa avversaria.
Una volta che i corridori sono in posizione di segnare, il cuore della linea messina deve prendere il testimone. **Basile Mallé (DH/LF)**, **Simon Hansch (1B)** e **Arthur Ten Eyck (OF)** hanno la regolarità necessaria per sfruttare gli errori avversari e far rientrare i corridori. Il triplo decisivo di Mallé in semifinale ne è la perfetta dimostrazione.
Montigny, invece, adotta un approccio molto più diretto. I battitori francilieni cercano di sfruttare subito gli errori di placement e non esitano ad attaccare il primo lancio se cade in una zona favorevole.
**Wilmer Antonio Pino Centeno (2B)** e **Kiyoshi Grisot Garbacz (LF)** rappresentano le principali minacce in termini di colpi di potenza. Grisot Garbacz si è distinto in semifinale contro il Nice con un home run decisivo.
I Cougars funzionano così per sequenze offensive. Quando più battitori riescono a incatenare valide, la pressione diventa rapidamente insostenibile per l’avversario.
**Ricky Jon Deeble (P/CF)** aggiunge un ulteriore pericolo in linea. Il lanciatore francilien non esita a contribuire personalmente alla produzione offensiva, soprattutto con colpi nei spazi liberi. I suoi due doppi nella prima partita della semifinale contro il Nice ne sono la prova.

Le ultime riprese, un settore decisivo
Se la finale si deciderà su margini ridotti, le ultime riprese potrebbero rivelarsi determinanti. In questo frangente, le due squadre non dispongono delle stesse armi.
Metz ha un asso nella manica con **Ashton Neuman (P/CF)**, utilizzato specificamente per chiudere le partite. Quando i Cometz entrano nell’ultimo inning in vantaggio, la sua entrata in campo permette di blindare il risultato e di limitare drasticamente le possibilità di rimonta avversaria.
La sua prestazione nel primo match contro i Meyzieu-Décines ne è la prova: un inning lanciato, tre strikeout e zero punti concessi. Un vantaggio messino all’inizio dell’ultimo inning potrebbe quindi rivelarsi un ostacolo quasi insormontabile.
Montigny, invece, punta sulla versatilità dei suoi rilievi. **Victor Pol** interviene regolarmente per lanciare più inning o preparare l’ingresso del closer, mentre **Wyatt Nouhaud** può essere chiamato per alleggerire la rotazione.
I Cougars possono però compensare l’assenza di un specialista dei strikeout in chiusura con la qualità della loro difesa interna. Con **32 doppi giochi** realizzati, il terzo miglior totale della D2, Montigny possiede un’arma micidiale per uscire velocemente da situazioni complicate.
Se **Ricky Jon Deeble** riuscirà a provocare le palle al suolo che cerca, i suoi difensori dovranno trasformare queste occasioni in strikeout. La capacità dell’avant-champ francilien di eliminare i corridori e di impedire a Metz di mettere più giocatori in base potrebbe rivelarsi decisiva.

Una finale tra potenza e controllo
Questa finale oppone quindi due squadre con identità ben definite. Metz ha il vantaggio del *status*, della potenza del suo lanciatore titolare e di un’organizzazione letale nelle ultime riprese. Montigny arriva con una fiducia a livelli massimi e un’attacco capace di sfruttare al volo ogni errore.
La chiave potrebbe risiedere nella capacità di ciascuna squadra di imporre il proprio scenario. Metz cercherà di allungare i turni al piatto, di stancare i lanciatori avversari e di controllare il ritmo della partita. Montigny, al contrario, punterà a colpire in fretta, a provocare sequenze offensive e a sostenere la pressione grazie alla propria difesa.
Una cosa è certa: tra la potenza dei Cometz e l’impeto dei Cougars, questa finale di D2 promette uno scontro incandescente e imprevedibile.
Matteo Van Parys
1 commento
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David
MVP
Vedi il 1 commentoPetite erreur de frappe Victor POLO et non Pol😉
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