Coppa delle Confederazioni
La resilienza degli Huskies
Che crudeltà, il baseball. Che sensazione terribile finire una competizione in cui si è giocato così bene con un walk con le basi piene al 9° inning. Un epilogo davvero immeritato per i Pioneers di Hoboken che hanno gestito alla perfezione la Coppa d’Europa, che hanno giocato un baseball ispirato e solido, che hanno eliminato chirurgicamente i potenti Marlins di Tenerife in semifinale e che hanno spinto al limite gli Huskies di Rouen. Si ricorderà a lungo la lezione di pitching di Beebee Brayden che ha frustrato per 8 inning le potenti mazze spagnole, la scienza del small ball dei battitori belgi, posizionando bunt perfetti, l’eccellente utilizzo del bullpen da parte dell’allenatore, le giocate spettacolari di Rob Lewis nell’ultima inning della finale per ritardare il più possibile la fine. Se Hoboken avesse vinto la competizione, nessuno avrebbe gridato allo scandalo.
Che bellezza, il baseball. Che emozione vedere l’esplosione di gioia dei Rouennais dopo che il povero Owen Vanhillo non ha trovato il bersaglio con Dylan Gleeson in battuta, spingendo Joris Bert al piatto.
Una finale come quelle che gli Huskies hanno spesso vinto. Non necessariamente essendo i migliori, ma spesso partendo svantaggiati. Senza mai panico. Lottando pitch dopo pitch, colpendo al momento giusto, e facendo infine la differenza quando necessario. E la gioia dimostrata dopo l’ultimo out era all’altezza delle preoccupazioni incontrate durante la partita, così come del piacere di affrontamenti di altissimo livello. Dopo la loro vittoria nella finale del Challenge di Francia, gli Huskies erano contenti, ma non più di tanto. È un po’ ‘business as usual’. Qui, nell’atmosfera europea, contro una squadra almeno altrettanto talentuosa, alla fine del suspense, davanti a tribune più che piene, è stato un eccesso di emozioni che si è espresso.
Non si può parlare di questa vittoria senza menzionare un nome. Certo, il baseball è uno sport di squadra. Ma Bastien Dagneau ha dominato questa Coppa delle Confederazioni, meritandosi il titolo di MVP. E il suo doppio punto nel 5° inning è volato lontano. A memoria, è uno, se non il più lungo home run colpito al terreno Pierre-Rolland. Il grande campo destro degli Huskies sembra aver raggiunto un livello superiore questa stagione. Buon divertimento ai lanciatori che dovranno affrontarlo.
Tutto era iniziato male per gli Huskies. Todd Van Steensel non era la minaccia annunciata. Certo, iniziava con due out rapidi. Ma dopo 3BB e due hits, Hoboken era già in vantaggio 2-0. I walk sono venuti a tormentare anche i belgi, poiché il loro partente, Ben Van Nuffel, ne ha concessi due. E Hugo Blondel, sempre così efficace con corridori in posizione di segnare, ha mandato Hernandez al piatto prima di un sacrificio bunt. Rouen conosce l’importanza di rientrare rapidamente nella partita.
Tutto si è precipitato nel 4° inning. Hoboken segnava un punto grazie a una serie di hits al campo interno e a un errore della difesa degli Huskies. Poi ne aggiungeva altri due nel 5°, dopo un 5° walk concesso da Van Steensel e colpi opportunisti di Ballardini e Lewis. 5-2, si sentiva un po’ di preoccupazione insinuarsi nelle schiene dei Rouennais. Javier Hernandez iniziava l’inning con un doppio, poi Bastien Dagneau faceva parlare la mazza. Era 5-4. Dopo un BB a Blondel, Joris Bert colpiva un doppio al centro-sinistra, un’esitazione di Hendricks che pasticciava la palla permetteva a Blondel di girare le basi e creare il pareggio. 5-5, poi si è rimasti così.
Boris Marche faceva appello a Esteban Prioul che avrebbe attraversato con grande autorità il line-up dei Pioneers per 4 inning, con solo una piccola alerta nell’8°, rapidamente compensata da un double play. Quando si parla di giocatori che hanno superato un livello nel loro gioco, bisogna anche menzionare il mancino dei Rouennais, che prende una vera dimensione questa stagione.
Si arriva quindi a questo fatidico 9° inning. Blondel, ancora lui, colpisce un singolo. Brainville deposita il bunt lungo la linea di 1ª base, Lewis reagisce alla perfezione ed elimina Blondel in 2ª base. Bert, ancora lui (bis…), colpisce un doppio che posiziona due corridori in posizione di segnare. I belgi danno un BBI al battitore d’emergenza Gabriel Harrison per riempire le basi. Vissac colpisce un solido grounder verso la 1ª base, Lewis si tuffa e lancia un strike al piatto per il 2° out. Tocca a Gleeson presentarsi in battuta. Il conteggio è pieno, il resto appartiene alla storia.
Gli Huskies sanno ora cosa devono fare: vincere il titolo di campioni di Francia per approfittare di questo posto nella Coppa dei Campioni il prossimo anno, con i grandi d’Europa. Devono anche avere un po’ di mal di testa questa mattina, e non è a causa di eccessi dopo la vittoria. Ma cosa faranno con Van Steensel. L’australiano con un curriculum impressionante è stato molto mediocre ieri, mancando completamente di controllo. Lancia forte, sì, ma ovunque. Sarà un vero problema per i Rouennais se non ritrova il livello di gioco che ha mostrato per tutta la sua lunga carriera nelle leghe minori o in Australia. Fare di un puro rilievo un partente è forse il problema.
Sono i Marlins che completano il podio, avendo dominato per il 3° posto i Barracudas a corto di braccia. Si ricorderà l’home run di Antonac entrato come battitore di riserva e si capirà che con i loro due assi, Canelon e Ozanich, ridotti da infortuni, il compito era troppo complicato per gli uomini del coach Mayeur.
Coppa dei Campioni: sudori freddi per Rotterdam
Nella Coppa dei Campioni, Parma ha vinto un titolo che le sfuggiva dal 1999. Non senza difficoltà in finale contro Amsterdam (7-6) e ci è voluto che un ex Rouennais e membro della squadra di Francia, Marc Habeck, ritirasse l’ultimo battitore olandese con un strikeout mentre due corridori erano sulle basi. L’attacco italiano aveva colpito ben 14 hits nella partita, tra cui un home run da tre punti dell’ex dell’organizzazione dei Tigers, Manuel Timo, ma non sono mai riusciti a contenere i battitori di Amsterdam (10 hits).
Non è tanto verso la finale che gli sguardi si sono rivolti, quanto verso la partita per la retrocessione nella Coppa delle Confederazioni. Perché è un colpo di tuono a cui si è sfiorato. Il Neptunus Rotterdam, 10 volte campione d’Europa, è passato a un passo dall’eliminazione. In una competizione molto disturbata dalla pioggia, con un calendario che è diventato molto compresso, costringendo alcune squadre a giocare due partite al giorno, Rotterdam si era già fatto sorprendere da Bonn nella fase a gironi, venendo eliminato al spareggio, nonostante una vittoria contro San Marino. Hanno subito in semifinale la dominazione di Brno e di Juan Jaime, che ha giocato in MLB con gli Atlanta Braves. Poi nella partita per l’8° posto, la leggenda del lanciatore Diegomar Markwell è stato eliminato dopo un solo out avendo concesso 3 punti. Heidenheim conduceva 4-0, Rotterdam passava in vantaggio 6-4 prima che i tedeschi pareggiassero nel 9°. Un grand slam di Van der Meer dava 4 punti di vantaggio a Rotterdam che riusciva a respingere gli ultimi assalti tedeschi.
Il campione di Francia incontrerà quindi la stagione prossima due club italiani, due club olandesi, due club cechi e un club tedesco. Ci sarà spettacolo.
François Colombier
Crediti foto: Glenn Gervot



