U12: Il soffitto di vetro
La verità esce dalla mazza dei bambini. E non è sempre piacevole da ascoltare. La squadra francese Under-12 ha fallito, ancora una volta, nella missione di qualificarsi tra le prime quattro. L’allarme canicola ha impedito di classificare le squadre di fondo classifica, annullando così le partite di classifica, evitando così di avere alcuna retrocessione. Questo permetterà alla Francia di ritrovarsi tra le 10 squadre della prossima Coppa d’Europa.
Come le altre categorie di età, il baseball francese si scontra con un soffitto di vetro, quello delle semifinali europee.
E quando si vede che sono l’Italia, i Paesi Bassi, la Germania e la Repubblica Ceca a comporre l’alto della classifica di questo campionato europeo ben organizzato a Évry, si capisce che il famoso soffitto non è più di vetro, ma d’acciaio temprato, e che sarà sempre più difficile superarlo.
Non si può certo biasimare lo staff tecnico, che ha dato il massimo, e i giocatori, che sono solo il risultato di una formazione e di un supporto evidentemente insufficienti. Non si riesce a produrre buoni giocatori in Francia, e ci si ritrova sempre al bivio tra sviluppo e formazione, che non riescono a decollare. C’è un problema di formatori, di livello di gioco, di competitività nelle categorie più giovani, che, molto logicamente, si ripercuote sulle altre categorie di età.

Per cercare di capire meglio cosa sta succedendo, siamo andati a guardare la squadra francese Under-12 del 2015, che aveva conquistato il 3º posto del campionato europeo. Beh, era un campionato europeo di serie B, visto che la Francia aveva battuto l’Austria, la Romania, la Bielorussia e la Polonia e si era inchinata solo di fronte ai due unici avversari di valore, la Russia e la Repubblica Ceca. Ma non è questo il punto, e una medaglia di bronzo resta una medaglia di bronzo. Quello che ci ha interessato è vedere, dieci anni dopo, nella squadra francese Under-23 che ha conquistato il 5º posto ai Campionati Europei, quanti giocatori figuravano ancora. Erano solo tre: Mathis Meurant, Tanguy Meurant, Louis Brainville. Quindi, in ordine, un giocatore di altissimo livello, un altro di cui non si hanno molte notizie quest’anno, e un giocatore molto solido di D1. Non è molto. Per andare oltre, tra gli Under-12 del 2015, pochi sono riusciti a giocare in D1. Talheb, Khemache, Bidault, Chauveau, hanno giocato qualche partita, Launay e Hassed un po’ di più, e 9 non hanno superato questo livello. La dispersione è importante. Troppo importante. Non sappiamo formare i talenti, e quando ne abbiamo, non sappiamo trattenerli.

Non è un argomento facile. L’adolescenza è un’età complicata, le tentazioni sono molte al di fuori del baseball, che non è uno sport facile. Bisogna ascoltare a questo proposito Dany Scalabrini. L’ex giocatore dei Capitales de Québec e degli Huskies di Rouen è stato intervistato dalla televisione canadese TVA, in occasione di un torneo a Québec a cui partecipava una delegazione rouennaise di 13U, tra cui suo figlio Elyas: “Il baseball in Francia non è ancora molto evoluto, quindi per quelli che iniziano a 7-8 anni, non c’è abbastanza movimento. È per questo che fa anche tennis e pallamano oltre al baseball” diceva Scalabrini, che sa davvero di cosa parla. Quello che dice è molto rivelatore e punta tutta la complessità di questo sport non come gli altri e che richiede molta passione e pazienza. Bisogna certamente porsi la domanda di come trattenere i giovani, cosa che passa certamente per il tempo di gioco, la competizione, la motivazione. È un cantiere duro e complesso che richiede molta attenzione.
Ma si può anche vedere del positivo. Dopotutto, se la squadra francese Under-23 è quasi completamente diversa dalla squadra francese Under-12 di dieci anni fa, è perché siamo riusciti a formare altri giocatori, a farli salire al livello più alto. E quindi che c’è stata una sostituzione negli ultimi 10 anni, che sono stati fatti progressi. Dopotutto, questa generazione potrebbe benissimo essere la generazione dorata del baseball francese nei prossimi anni. Ha i mezzi sulla carta. Ne riparliamo tra dieci anni?
F. Colombier
Credito fotografico: WBSC Europe, Glenn Gervot
2 commenti
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JulienL
All-Star
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Jobb29
Vedi i 2 commentiÀ mon humble avis, si le baseball français parvient à proposer une offre aux gamins de 15ans (les fameux 18u, donc), autre que de passer leurs we avec des gaillards qui ont deux fois leur âge et d’aller cirer le banc de la R1 / D2 / D1 selon le niveau initial, on parviendra à garder plus de 10% des effectifs 15u, qui sont, eux, satisfaisants.
Effectivement si tu regardes cette EDF la oui, mais si tu prends les autres EDF 12U, tu as quand même 13 joueurs qui sont passé par le collectif EDF 12U 😉 comme quoi on repère quand même pas si mal les talents de demain.
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