Nel 2025, la federazione francese di baseball ha organizzato una giornata dedicata alla malattia di Lou Gehrig, nota in Francia come malattia di Charcot. Torniamo un attimo su questa grave affezione neurologica che colpisce i motoneuroni, le cellule nervose responsabili del controllo dei muscoli volontari. Quando degenerano, i muscoli non ricevono più segnali e si atrofizzano progressivamente. I sintomi includono debolezza muscolare, crampi, fascicolazioni e difficoltà a parlare o deglutire.

Lo scudetto creato unisce i loghi della FFBS e degli Invincibili, e fa riferimento alla maglia dei New York Yankees di Lou Gehrig, il cui numero 4 è diventato un simbolo ed è stato ritirato dal club americano
Il nome « malattia di Lou Gehrig » deriva da un celebre giocatore di baseball americano, Lou Gehrig (1903-1941). Lou Gehrig è stato uno dei migliori battitori della sua generazione e ha giocato per i Yankees di New York per 17 anni. Nel 1939, all’età di 36 anni, è stato costretto a ritirarsi dalla carriera sportiva dopo che i sintomi della SLA si sono manifestati: stanchezza, debolezza nelle braccia e nelle gambe, e difficoltà a tenere la mazza. Lou Gehrig ha allora pronunciato un discorso commovente davanti al pubblico dello Yankee Stadium, dichiarando di essere « l’uomo più fortunato del mondo », nonostante la diagnosi che gli avrebbe tolto la vita. La sua notorietà ha permesso di far conoscere questa malattia al grande pubblico.
Ecco un breve reportage
In Francia, questa affezione è chiamata sclerosi laterale amiotrofica (SLA) o malattia di Charcot, dal nome del neurologo francese Jean Martin Charcot che l’ha descritta nel XIX secolo. La malattia evolve inesorabilmente verso una perdita di autonomia e colpisce circa 2.000 persone ogni anno in Francia. Non esiste ancora una cura, solo trattamenti per alleviare i sintomi e rallentare la progressione.

Tra le testimonianze recenti, quella di Olivier Goy è particolarmente significativa. Imprenditore e ex dirigente di una fintech, è stato diagnosticato a 46 anni. La sua malattia ha gradualmente limitato la sua mobilità e la sua capacità di parlare. Grazie all’intelligenza artificiale, è riuscito a continuare a comunicare e a condividere il suo messaggio. Olivier Goy ha scritto un libro, Invincibile, per sensibilizzare il pubblico e sostenere la ricerca, devolvendo i diritti all’Istituto del Cervello.
Il suo percorso illustra che, anche di fronte alla SLA, è possibile restare protagonisti della propria vita, mantenere la propria dignità e mobilitare la società intorno alla ricerca e all’assistenza dei malati. Attraverso la storia di Lou Gehrig e la lotta di Olivier Goy, vediamo che questa malattia, pur essendo temibile, può ispirare coraggio, solidarietà e impegno.





