Rassegna di un Challenge de France in linea con l’inizio di stagione. Un livello di gioco altalenante, ma con sorprese a non finire.

Montigny D-
Il campione in carica non ha superato il primo turno… Era successo solo una volta al Challenge, Rouen nel 2008. Certo, i Cougars hanno perso due volte agli extra inning, e avrebbero potuto ribaltare la situazione. Ma, proprio, questa incapacità di produrre offensivamente (il peggior batting average del torneo con .140, nessun extra-base hit) è il punto nero dei Cougars. E hanno fatto partire due non-JFL senza poter vincere, mentre lo scenario aveva funzionato l’anno scorso. Si può essere sinceramente preoccupati per il resto della stagione di Montigny.

Savigny D:
A loro discolpa, i Lions sono stati eliminati dalle due finaliste. Ma ci si aspettava di più dall’attacco di Savigny, che ha colpito infine solo per .152, con in particolare 2 su 12 per la coppia Acuna – Jiminian che seminava il terrore sui campi D1. I Lions hanno segnato solo due punti in due partite, difficile vincere. Il pitching dei Lions ha retto, e l’uscita corretta di Romero contro i Barracudas è incoraggiante. Si può parlare di incidente di percorso per i Lions, che dovrebbero ritrovare il loro slancio nella prosecuzione del campionato.

Toulouse D:
Come per Savigny, non era facile uscire dal girone di Chartres. Ma il leader del campionato non è riuscito a capitalizzare il buon inizio di stagione. L’assenza di Rojas ha fatto male, e ci si stupisce di non aver visto lanciare Jhon Garcia. Se i due starter non JFL dello Stade sono nella lista degli infortunati, la prosecuzione sarà difficile. Tanto più che Nathan Laot lancia molto, forse un po’ troppo per un giovane braccio. L’attacco è stato mediocre, senza altro, e il 1 su 11 di Soriano non ha aiutato. È l’inizio di un calo in classifica? Si lascia il beneficio del dubbio, ma Toulouse ha preoccupato.

Rouen D+
Il « + » è semplicemente dovuto al successo organizzativo dell’evento: ospitare una competizione, Rouen sa farlo. Ma sul campo, è piuttosto un D-, con un attacco totalmente amorfo e un pitching che non ha retto (a parte la buona uscita di Igami). Dopo un inizio di stagione in tono minore, gli Huskies non si sono affatto rassicurati per il seguito. Non si vedono quali siano le soluzioni che permetteranno ai Rouennais di ritrovare il loro slancio. Gli Huskies hanno comunque confermato che il club organizzatore del Challenge non lo vince (è successo solo una volta in 20 edizioni).

La Rochelle C:
Abbiamo adorato l’entusiasmo e il livello di gioco dei Boucaniers durante il primo turno. Abbiamo apprezzato molto meno la loro passività in una semifinale che avrebbe potuto essere alla loro portata (senza parlare, ovviamente, del pasticcio JFL). Un Challenge all’immagine della stagione dei Boucaniers, a corrente alternata. Si può pensare che la brutta uscita di Esteban sia solo un brutto giorno, ma Izquierdo non ha davvero rassicurato. L’attacco è stato corretto, ben guidato da Pierre, Briones e soprattutto Esteban, senza dimenticare il contributo decisivo di Gonzalez contro Rouen. Allora, è bello aver finalmente superato il 1° turno dopo cinque fallimenti consecutivi, ma c’è un gusto di incompiuto. La Rochelle dovrà mostrare più costanza per cercare un posto in semifinale.

Sénart B:
I Templari hanno schiacciato tutto per 2 partite e un inning. E poi i Barracudas si sono messi in moto. Ma la severa sconfitta in semifinale non deve oscurare l’ottima impressione lasciata dalla giovane squadra di Sénart. Bouniol, Brown e Ogawa hanno dimostrato di essere tra i migliori battitori del campionato, Hvrytishili è un giocatore molto utile, Nakamura dirige perfettamente i lanciatori, e i giovani battitori della parte bassa del line-up hanno mostrato belle cose. Se Kurima continua sulla sua strada dopo la dimostrazione contro Rouen, Sénart si prepara un bel futuro. E con le nuove reclute che arriveranno, non saremmo affatto sorpresi di vedere i Templari almeno in finale del campionato.

Metz A:
Siamo abbastanza orgogliosi di aver previsto che i Cometz potessero essere la sorpresa del Challenge. Lo sono stati, nel modo più bello. Hanno vinto la loro prima partita, sono usciti per la prima volta dalla fase a gironi, e sono arrivati in finale. Missione compiuta, e oltre, da parte degli uomini di Shane Priest. Molta voglia, piacere, una parte bassa del line-up che ha contribuito, un pitching che ha fatto il suo lavoro, Metz ha portato un soffio di freschezza alla competizione. E sono gli unici ad aver fatto inciampare il futuro campione. Forse è mancata un po’ di esperienza nella gestione della finale, ma Montpellier era comunque al di sopra. Continuando a questo ritmo, Metz finirà almeno ben agganciato a metà classifica, o potrebbe puntare a un posto nei play-off.

Montpellier A+:
I Barracudas hanno iniziato molto faticosamente. Una prima sconfitta sorprendente contro Metz, una vittoria tutta in sofferenza contro Savigny. E poi la macchina si è messa in moto: 34 punti e 40 hits nelle tre partite successive. È il segno di una squadra matura e sicura, che sa gestire un torneo. Montpellier ha saputo gestire perfettamente il pitching, approfittando dell’abbandono della regola dei lanciatori JFL, e tirando fuori una carta un po’ nascosta in semifinale, con l’ex minor leaguer Bello, che ha mostrato la sua esperienza. I Barracudas hanno anche ritrovato Gosselin, dominante in finale dopo un inizio di stagione difficile. È anche l’attacco che ha impressionato, e non solo con un Kovacs inarrestabile. Il line-up è pericoloso dal 1 al 9, è certamente il più completo di tutto il campionato. Se i Barracudas ritrovano abbastanza rapidamente Couvreur e Pontiac, per rafforzare il loro bullpen, si porranno come candidati numero uno alla loro stessa successione. E in ogni caso, la cultura della vittoria sembra ormai ben radicata a Montpellier.
F. Colombier





