Una cosa è certa: il Challenge de France incoronerà una nuova squadra. Dopo Montigny nel 2023, Montpellier nel 2024 e Savigny nel 2025, nessuno dei tre ultimi vincitori disputerà la finale quest’anno. Ancora più significativo, Montigny oggi milita in Division 2. Questo riassume perfettamente la brutalità e l’incertezza di questa competizione, dove tutto può cambiare su un dettaglio: la freschezza del bullpen, la dinamica offensiva del momento o la capacità mentale di sopravvivere a un weekend ad eliminazione diretta.
Questa edizione 2026 offrirà quindi una sfida inedita tra i Boucaniers de La Rochelle e gli Huskies de Rouen. Una prima storica per i Rochelais al massimo livello, mentre Rouen ritrova finalmente una finale che non raggiungeva da tre anni, dopo averla persa al termine di interminabili extra-innings nel 2023.
Le due squadre si conoscono bene. In campionato si erano separate con un pareggio. Ma quelle sfide avevano lasciato un’impressione contrastata: La Rochelle era sembrata capace di perdere partite che controllava, mentre Rouen non aveva ancora dimostrato pienamente la sua capacità di imporre la propria legge. Da inizio Challenge, il volto degli Huskies è cambiato. Si sente una squadra portata da una vera fame di vittoria. Anche i Boucaniers possiedono questa energia, ma a volte trascinano ancora quel sentimento di outsider che scopre improvvisamente di poter sognare molto più in grande.

Il percorso delle finaliste
Rouen: il ritorno della macchina difensiva
In semifinale, Béziers ha subito tutta la rigore rouennais. Una vittoria costruita con pazienza e maestria: un punto su un gioco di sorciere perfettamente eseguito, un altro su un home run di Megumi. Ma la vera dimostrazione è venuta dal monticello. Taido e Manaranche hanno bloccato l’incontro concedendo solo due hits.
Da inizio torneo, gli Huskies stanno salendo di livello. Hanno dominato Savigny, poi strappato una vittoria sorprendente contro il PUC al loro ingresso in scena. Con un’armata giapponese perfettamente integrata e dei JFL in piena fiducia, Rouen sembra aver ritrovato il suo DNA degli anni d’oro.
La Rochelle: l’intensità permanente
La semifinale contro Montpellier è stata tutt’altro che tranquilla. Nonostante undici hits concessi da Nieves e Hernoux, i Boucaniers sono riusciti a piegarsi senza rompersi grazie a una difesa decisiva nei momenti chiave. Questa squadra rochelais rimane imprevedibile, capace del meglio e del peggio nello stesso weekend.
Il loro percorso riassume perfettamente questa dualità: una sconfitta frustrante contro Savigny dopo un errore di troppo, una vittoria più controllata contro il PUC, poi un’esplosione offensiva impressionante contro i Lions nella rivincita, portata da una valanga di hits e home run.
Quando La Rochelle gioca liberata, il suo potenziale offensivo diventa temibile.
Un’opposizione di filosofie
Questa finale porta anche una dimensione quasi ideologica dopo le dichiarazioni dell’allenatore rouennais Quentin Becquey, critico verso alcune squadre del campionato giudicate troppo dipendenti dai giocatori stranieri e insufficientemente formative di JFL.
L’argomento tocca direttamente La Rochelle, che schiera una rosa molto internazionale: due americani, un giapponese, tre venezuelani, un israeliano e uno spagnolo, per un totale di otto stranieri — anche se solo tre possono essere simultaneamente presenti in campo.
Rouen ha scelto un’altra strada questa stagione: solo quattro stranieri, tutti giapponesi, in una logica di stabilità e identità collettiva affermata.
Il duello statistico
I numeri del torneo disegnano un’opposizione molto netta.
Vantaggio La Rochelle alla battuta
I Rochelais dominano offensivamente quasi tutti i settori:
- Vignolet e Briones occupano i vertici delle classifiche offensive;
- La Rochelle vanta più hits e RBI;
- la media collettiva al battuta raggiunge un solido .364 contro .290 per Rouen.
Anche tenendo conto della partita in più disputata dai Boucaniers, il divario offensivo rimane reale.
Vantaggio Rouen al pitching
Ma sul monticello, gli Huskies schiacciamo la concorrenza:
- ERA collettiva di 1.33 contro 4.67 per La Rochelle;
- solo 14 hits concessi, contro 29 per i Boucaniers;
- una difesa anche più pulita con tre errori contro sei.
Questa finale oppone quindi due visioni quasi perfette del baseball:
- la potenza offensiva e l’energia sfrenata di La Rochelle;
- la maestria fredda, disciplinata e clinica di Rouen.
Per sperare di abbattere gli Huskies, i Boucaniers dovranno trasformare il loro entusiasmo in una tempesta capace di incrinare la macchina normanna.
Primo lancio alle 14:00.
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