Per la sua 20ª edizione, il Challenge de France che inizia giovedì a Rouen e a Chartres / Gellainville è più aperto che mai. Panoramica di ciò che bisogna sapere per seguire al meglio la competizione.
1) Il Challenge è per gli habitué
Dalla prima edizione, il big four ha dominato il Challenge. I Barracudas, i Lions, gli Huskies e i Templiers non hanno lasciato che briciole ai loro avversari. Hanno vinto 18 delle 19 edizioni, hanno monopolizzato le finali (solo il PUC nel 2002 – ma solo due squadre erano impegnate nel Challenge – Tolosa nel 2007 e Montigny l’anno scorso sono riusciti a intrufolarsi) e le semifinali, 53 volte su 68 (non c’erano semifinali nel 2002 e nel 2003), ovvero nel 78% dei casi. Ci sono state solo poche sorprese tra le squadre presenti nell’ultimo quarto. La Guerche nel 2009, che aveva eliminato Montpellier in casa nella fase a gironi (4-2), Beaucaire nel 2013, che aveva eliminato anche i Barracudas (2-1), Clermont nel 2017 che aveva saputo approfittare di un girone un po’ più facile con il PUC e Saint-Just. È poco!

2) Il Challenge è per le squadre in forma
Il Challenge favorisce le squadre che conoscono un buon, se non ottimo, inizio di stagione. Come Sénart nel 2008 (10-0) e Rouen nel 2015 (12-0), che sono arrivati imbattuti e hanno vinto tutte le loro partite durante il Challenge. Ma si possono anche citare Rouen nel 2007 (10-2) o nel 2016 (10-2), e più recentemente Sénart nel 2019 (11-1), Montpellier nel 2021 (16-2) o persino Rouen nel 2022 (8-2) per constatare questa forte tendenza.
Campo di Rouen
3) Ma i tempi cambiano…
Le eccezioni sono fatte per cambiare le regole! E i grandi principi statistici o storici non resistono sempre al cambiamento. I Cougars, in ogni caso, hanno rotto molte abitudini lo scorso anno. Innanzitutto, hanno messo fine al regno del Big Four, e non è poco. Poi, sono arrivati al Challenge con un record di 5-5, lontano dai fulminei inizi di stagione menzionati in precedenza. Nessun dubbio, Montigny ha aperto nuovi orizzonti. Siamo a quattro vincitori diversi in quattro anni (cosa che è successa una sola volta, tra il 2005 e il 2008), quindi tutte queste novità continueranno? Non c’è davvero una squadra che domina la stagione, tutti possono battere tutti, il Challenge 2024 è quello di tutte le incertezze.

4) Soprattutto perché anche la regola cambia!
Bisogna dare un’occhiata all’allegato 6 dei Regolamenti delle Competizioni (la pagina 17, precisamente) per constatare che durante il Challenge, la regola dei JFL scompare. Be’, non del tutto, ce ne vogliono sempre 5 in gioco, ma non ci sono restrizioni sui lanciatori. È quanto meno sorprendente, per non dire scioccante, cambiare una formula che sembrava avere un senso, per una competizione qualificativa per una Coppa d’Europa. Già, le 7 inning, era discutibile, ma qui è molto strano. Perché non essere ingenui, le squadre con più lanciatori non-JFL non faranno sentimenti, e rimetteranno in panchina i lanciatori che sono stati utilizzati durante la stagione, mentre era l’occasione di confrontare i JFL con partite ad alto rischio. Perché non imporre, ad esempio, 7 inning JFL nella prima fase e 7 inning nella fase finale? In ogni caso, questo cambia le carte in tavola rispetto alla stagione regolare. E, a nostro avviso, è deplorevole.

5) Uno squilibrio nei gironi?
A priori, si potrebbe pensare che il girone di Chartres (Metz, Montpellier, Savigny, Tolosa), sembri un po’ più solido di quello di Rouen (La Rochelle, Montigny, Rouen, Sénart), basandosi sulla classifica: 21 vittorie per le 4 squadre di Chartres contro 15 per quelle di Rouen.
Ma scavando un po’ nelle statistiche, si vede che il livello è, in definitiva, sostanzialmente lo stesso. Vantaggio ai « rouennais », per la media offensiva (.268 contro .261), il one-base-percentage (.368 contro .360), la media di punti guadagnati (4,28 contro 4,45), la media di strikeout per 9 inning (7,77 contro 6,97). Vantaggio ai « gellainvillois » per i punti segnati (208 contro 192), il numero di strikeout concessi (242 contro 254), le basi rubate (74 contro 57), i doppi giochi (86 contro 47). Quasi parità per il slugging (.350 / .352), la media battuta contro (.263 / .266), il WHIP (1,54 / 1,57), il fielding percentage (.952 / .950).
Le due giornate qualificative si preannunciano quindi altrettanto appassionanti da una parte come dall’altra…

Campo di Chartres
6) Lo stato delle forze
Allora, chi vincerà? È un mistero. Siamo chiari, nessun grande favorito si distingue davvero. E stabilire una gerarchia è un’ardua impresa.
Ecco comunque le previsioni di baseball TV France:
★★★☆☆☆ La Rochelle.
Dopo un inizio di stagione tonante, un piccolo passaggio a vuoto: qual è il vero volto dei Boucaniers? Un pitching solido con la 2ª migliore ERA, anche se l’assenza di Izquierdo domenica scorsa fa sorgere dubbi, ma l’attacco che manca di profondità (6ª AVG, 6ª SLG). I Boucaniers possono legittimamente ambire a un posto in semifinale, ma andare oltre non è scontato.
★★★★☆☆ Metz.
Si ha voglia di tentare un pario con i messinesi, anche se non si sa molto di loro, poiché hanno giocato solo 6 partite. Ma hanno un pitching abbastanza completo, in particolare con il trio Priest – Paredes – Quiroz e un alto della line-up tonante guidato da Ruiz. Metz non ha mai vinto una partita nel Challenge de France, ma in una competizione molto aperta, perché non avere una Cenerentola che sconvolge la gerarchia?

★★☆☆☆☆ Montigny.
Il campione in carica è in cattive acque. Certo, i Cougars possono sognare di compiere lo stesso percorso della scorsa stagione, portati dall’irresistibile duo Lopez – Marte nel pitching, ma l’assenza di Soliveres fa molto male in una line-up in difficoltà (7ª AVG, 8ª SLG, 8ª OBP) e i lanciatori JFL hanno molte difficoltà a tenere il passo. Sarà difficile.
★★★☆☆☆ Montpellier
I Barracudas hanno inserito Ben Couvreur nella loro line-up e la sua presenza potrebbe cambiare le carte in tavola. Ma restiamo scettici, e Montpellier sembra soffrire di troppi mali, sia in difesa (peggiore fielding percentage) che in attacco (solo 52 punti segnati) che nella profondità del pitching (al di fuori del duo Ozanich – Canelon) per porsi come favorito.

★★★☆☆☆ Rouen
Se gli Huskies non fossero andati a cercare all’ultimo momento un nuovo lanciatore, l’americano Joshua Vincent (proveniente dalle leghe indipendenti, dove non ha mostrato molto, 6,62 di ERA lo scorso anno con i colori di Winnipeg), gli avremmo tolto una stella, tanto il loro bullpen è magro con le partenze di Mercadier e Moulin. Certo, Prioul e Igama sono al vertice, ma non basta per vincere un Challenge. La serenità non è di casa come dimostrano i numerosi cambiamenti nelle line-up. Non per questo Rouen ha la migliore media alla battuta e la migliore ERA. Quindi, non è ancora il momento di seppellire gli Huskies.
★★★★☆☆ Savigny
I Lions andranno senza dubbio avanti finché il duo Jiminian – Acuna potrà portarli. E potrebbe essere molto lontano, tanto queste due mazze sono in fiamme dall’inizio della stagione. Non sono soli, inoltre, con una line-up abbastanza bilanciata, anche se una migliore produzione di Tissera sarà necessaria. Savigny ha soluzioni nel pitching, e sembra essere un serio candidato al titolo.

★★☆☆☆☆ Sénart
I Templiers sembrano stare un po’ meglio, portati soprattutto dalle prestazioni di Bouniol e Hvrytishvili. Ma è ancora troppo leggero nel pitching, mentre gli « americani » non sono ancora tornati. Sembra difficile vedere i giovani Templiers superare il primo turno.
★★★★☆☆ Tolosa
Difficile escludere il leader del campionato, anche se ci sono delle incertezze sullo stato di salute di Keivy Rojas. Kenny Esposito figura nel roster, la sua presenza per dare molta profondità al pitching. La line-up è completa, il morale è alto, lo Stade ha una vera carta da giocare.





