Si poteva davvero sperare di più? Si poteva immaginare una squadra francese dominare la capolista del campionato ceco e conquistare un posto nella Coppa dei Campioni per sfidare l’élite europea? No, non si poteva. E avevamo ragione a non poterlo fare. Il baseball francese al suo posto, al 2º livello, incapace da diverse stagioni di tenere il passo delle migliori nazioni.
Certamente, i nostri due rappresentanti non erano al completo. Bisogna ricordarlo, mentre il dibattito infuria sul numero di giocatori stranieri, in Coppa d’Europa ci sono tre passaporti stranieri nel roster, punto e basta. Rouen ha dovuto fare a meno del suo slugger Nishikawa, preferendo Megumi dietro il piatto e i due lanciatori Ito e Taido, il che è abbastanza logico. Savigny ha lasciato a casa Martin e Orzoco, il trio Acuna – Nunez – Pena essendo indiscutibile, ma l’assenza del grande rilievo, combinata a quella di Chevet, ha pesato molto in una prova dove le braccia sono duramente sollecitate.
Quale bilancio trarre? Gli Huskies sono in pieno nel sindrome del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Mezzo pieno, hanno perso solo di un punto contro le due finaliste, hanno battuto il club organizzatore e hanno terminato al 3º posto. Non è male per una squadra che dubita in campionato. Il bicchiere mezzo vuoto, senza cadere nella nostalgia delle grandi ore europee degli Huskies che lottavano ad armi pari con Amsterdam, Rotterdam, Parma, Nettuno, Draci Brno o Regensburg, è l’incapacità di vincere partite che erano alla loro portata. Alcuni errori malvenuti, alcuni hits che non sono arrivati, ed è così che si perde in Coppa d’Europa. Il livello è più alto e i fondamentali dimenticati si pagano cari. La bella vittoria 2-1 ottenuta l’ultimo giorno contro Karlovac rende la pillola meno amara, e gli Huskies possono rallegrarsi di alcune prestazioni individuali solide, tra cui quella di Lebouc, che conferma il suo buon inizio di stagione (.467, 3 RBI), di Megumi, pur essendo uno dei peggiori battitori di D1, ma che ha ritrovato i suoi colori (.313, 1HR, 3 RBI), di Rioux (1 solo errore e .389 di media) o ancora del MVP del Challenge di Francia, Martin Vissac, eccellente con il suo .467 e il suo home run.

È stato molto più penoso per Savigny. La difesa, come in D1, ha sofferto con 9 errori. I Lions hanno colpito 30 hits, ma ne hanno concessi 63, hanno segnato 20 punti, ma ne hanno subiti 54. Tutto è andato bene durante le prime 8 inning della prima partita, contro Karlovac, con un Pena molto solido che permetteva alla sua squadra di condurre 3-2. Ma Tom Dahan, forte delle sue 19,2 IP in D1 in 5 stagioni (5,94 di ERA) non poteva fare altro che concedere 5 punti, tra cui il grand slam della vittoria. Il seguito è stato un vero calvario, con 2 pesanti sconfitte, a malapena compensate da un’uscita corretta contro Brno (2-7).
Si passa sotto un silenzio pudico e imbarazzato la partita tra Rouen e Savigny che non ha somigliato a granché, 22-7 per gli Huskies, 29 hits colpiti, 3 errori, insomma, non eravamo più in regionale che nella seconda più grande competizione europea.

Le due squadre francesi hanno peccato per la loro mancanza di potenza (dove sono i De Lannoy, i Johnson, gli Herrera), la loro mancanza di profondità sul monte di lancio, la loro frenesia difensiva. Niente di nuovo, purtroppo, sotto il sole (e la pioggia) croato. La buona notizia è che dovrebbero esserci ancora due rappresentanti francesi a questo livello la stagione prossima, il rappresentante spagnolo avendo dichiarato forfait e ritrovandosi quindi, di fatto, retrocesso al livello inferiore.
È difficile accontentarsi dei fallimenti ricorrenti delle squadre francesi in Coppa d’Europa, difficile parlare di negare il calo di livello, difficile credere che le squadre nazionali faranno meglio. Ma almeno, c’è suspense nel Campionato di Francia. Allora, guarderemo il nostro ombelico e ce ne accontenteremo, in mancanza di meglio.
F. Colombier



