Le due settimane dei Giochi Olimpici e Paralimpici validi si sono concluse. Lasciano dietro di sé una gioia profonda e un senso di nostalgia che presto coesisterà con le afflizioni della vita stressante e l’arrivo dell’autunno.
Le immagini, sia sportive che artistiche, cariche di emozione sono numerose e ognuno avrà quella che lo ha colpito di più nel profondo della memoria. Le belle storie sportive e umane competono con quelle delle gioie popolari sia nelle tribune che nel club Francia o davanti alla televisione.

Il weekend del 10 agosto, la federazione francese di baseball, con l’aiuto della federazione mondiale (WBSC), ha potuto fare una dimostrazione notevole del baseball5, che ricordiamo sarà presente ai Giochi Olimpici della Gioventù a Dakar nel 2026. Alla luce dei successi del basket a 3, del beach volley, del rugby a 7… le formule ristrette degli sport di squadra sembrano essere il futuro delle programmazioni olimpiche.
Quindi, non aver visto baseball, softball, baseball5 e blind baseball non è stato un problema per la maggioranza del popolo francese. A livello internazionale, alcuni articoli americani, australiani, giapponesi, cubani… hanno affrontato l’argomento senza che il Comitato Olimpico Francese se ne preoccupasse.
Il movimento olimpico, sotto le luci di Parigi e della Francia, ha raggiunto le idee progressive e globali che sono sottese alla riunione internazionale di sportivi amatoriali di tutti i generi, rispettosi di regole anch’esse globali. In quale altro campo abbiamo questo tipo di riunione? Solo l’arte può rivendicare questa possibilità. Tutti gli altri campi, economici, politici, religiosi… sono solo comunitarismo.
Ovviamente, l’olimpismo non è esente dalle sue imperfezioni umane: passaggi di mano diversi, vantaggi politici, segregazioni, doping… ma l’idea teorica del raduno mondiale per lo sport in fondo a una tregua di pace continua a esistere. Parigi e la Francia hanno portato questi valori e questi simboli a un livello mai raggiunto prima. Spero che le edizioni successive americane, australiane e poi indiane continuino questa progressione verso un’unione mondiale sempre più unita dei valori.





