Per tre giorni, dal 1° al 3 maggio 2026, il Pharaon’s Field di Évry-Courcouronnes ha vibrato al ritmo di un torneo dove tutto sembrava possibile. Quattro club per un solo titolo da conquistare: il Cavigal di Nizza, doppio campione in carica, i Pharaons di Évry, i padroni di casa, i Cobras di Contes e i Bandits di Nogent. E alla fine, un campione: i Cobras che hanno saputo crescere fino alla finale perfetta.

FASE A GIRONI
Il torneo si apre con un clamoroso scontro: Évry-Nizza, un duello tra il collettivo più disciplinato e il line-up più pericoloso. E già alle 11:30, il tono è dato: Évry colpisce dieci valide, Nizza dodici, ma sono i Pharaons a imporsi 9-4, approfittando di tre errori niçois per trasformare ogni opportunità in punto. Ferreira, incandescente nella fase a gironi con il suo .667 e OPS 1.917, dà il ritmo a un gruppo che non tremerà.
Poi entra in scena Contes contro Nogent. I Cobras colpiscono 9 hits, i Bandits solo 2, ma sono soprattutto i 6 errori nogentais a disegnare il punteggio: 9-5. Contes non è ancora nel suo ritmo, ma Batista, già, lancia giusto e forte, come farà per tutto il weekend.

Poi Nizza scatena l’uragano: 15-0 contro Nogent, partita fermata in tre inning. Tredici valide, zero errori, una dimostrazione. Montas colpisce forte e bene, Gonfrier, lui, continua ad essere un magnete per le palle e un motore offensivo.
La sera di questo primo giorno, Évry conferma il suo status: 5-0 contro Contes. I Pharaons colpiscono solo quattro valide, ma le trasformano in cinque punti, mentre Contes rimane muto nonostante sette hits. Lemettre e Lamon chiudono la collina.
Il giorno dopo, Nizza e Contes danno vita a un duello offensivo: 11-7 per il Cavigal, undici valide da entrambe le parti, ma una difesa niçoise più pulita. Hemzacek, Sanchez, Grimaldi, Montas: tutti colpiscono, tutti avanzano.
La fase a gironi si conclude con una partita serrata tra Évry e Nogent: 4-3. Tre valide ciascuno, ma Évry trasforma meglio, ancora una volta. I Pharaons chiudono i gironi imbattuti (3-0) e volano direttamente in finale, Nizza li segue al 2° posto, Contes al 3°, Nogent al 4°.

SEMIFINALE: Contes 4 – 3 Nizza
La partita che ha ribaltato il torneo.
La semifinale oppone Nizza a Contes. Queste due squadre si erano già affrontate nello stesso giorno.
Nizza colpisce solo 4 hits, commette 3 errori, e si scontra con un Batista in stato di grazia. Il lanciatore dominicano consegna 7 inning, 13 strikeout, solo 4 hits concessi, un .167 alla battuta contro di lui, un 2.00 di ERA. Una partita da padrone, una partita da finale prima della finale.
Dall’altra parte, Sylvain Buvat risponde con coraggio: 7 inning, 8 K, 0 walk, un 3.00 di ERA che racconta la solidità di un uomo che rifiuta di cedere. Ma Contes colpisce meglio: nove valide, nessun difetto difensivo, e soprattutto un Rony Papa incandescente, autore di un .750, di un home run e di un OPS 2.250. Batista stesso colpisce .500 e produce due punti.
Nizza, così fiammeggiante nella fase a gironi, si spegne nel momento peggiore. Contes, invece, si trasforma in una macchina da playoff.

FINALE DI CONSOLAZIONE: Nizza 10 – 6 Nogent
3ª e ultima giornata di competizione. Prima di tutto, la finale di consolazione oppone due squadre ferite ma determinate: Nizza vuole salvare il suo torneo, Nogent vuole salvare il suo onore.
E la partita diventa un’esplosione offensiva. Nogent colpisce 9 hits, segna 6 punti, ma commette ancora 4 errori. Nizza risponde con 10 punti, 9 hits, solo 2 errori, e un trio che rifiuta di mollare: Gonfrier, ancora lui, colpisce un triplo e firma un OPS 2.167; Sanchez colpisce .667; Parois realizza un 2/2 perfetto con un OPS 2.000.
Dall’altra parte, Nogent ritrova finalmente il suo fuoco: Pertuisot colpisce ancora un home run e mostra un OPS 1.750, Villani firma un 2/2 perfetto (OPS 2.000), Samuel colpisce .500, De Amorim colpisce un doppio.
Ma la difesa fa la differenza: Landaeta, Villani e Coquel fanno una prestazione notevole. Nogent si batte, ma Nizza colpisce più forte. Il Cavigal prende il 3° posto.

FINALE: Contes 9 – 5 Évry, la presa del potere
La finale oppone Évry, imbattuto nella fase a gironi, a Contes, che cresce in potenza dalla vigilia. E già nelle prime inning, si capisce che qualcosa è cambiato: Contes gioca come un campione.
I Cobras colpiscono 12 hits, Évry solo 2. I Pharaons segnano cinque punti, ma solo uno è meritato: Batista, ancora lui, consegna un capolavoro assoluto: 8 inning, 12 strikeout, 2 hits, .071 BAVG, 0.88 ERA. Una partita completa. Una partita da titolo. Una partita che resterà nella storia del club.
E dietro di lui, l’attacco si dispiega: Loïc Dalloni firma un 4/4 perfetto (OPS 2.000), Rony Papa colpisce un triplo e un home run (OPS 2.350), Eric Viano colpisce .667 con un triplo, Evan Matranga aggiunge un .500 pulito.
Évry resiste grazie a Ferreira, ancora brillante con un doppio, un RBI e un OPS 1.267, ma i Pharaons non trovano mai la serie che potrebbe ribaltare la partita.
La difesa di Contes chiude grazie a Papa, Navarro e Matranga che firma un 5/5. All’ottava inning, la partita è fermata: 9-5, Contes vince il Challenge di Francia.

Incontro con Stephan Mari, il Presidente-Manager dei Cobras di Contes, che ringraziamo per la sua grande reattività e disponibilità.
BTVF: Stephan, bravo per la tua vittoria. Durante la fase a gironi, avete perso contro Évry, e contro Nizza, due squadre che battete nei match ad eliminazione diretta. In una competizione di soli 3 giorni, come si torna in modalità «vincitori»?
Il fatto di aver chiuso primi nella fase a gironi ci ha permesso di iniziare più tardi nella competizione e contro Nogent, la squadra meno esperta. Grazie a questa configurazione, abbiamo potuto far lanciare Rony e cogliere l’occasione di prendere gli inning JFL. Ma la partita è stata molto più serrata del previsto, non abbiamo colpito come volevamo.
I risultati delle altre partite ci sono stati anche favorevoli. Contro Nizza, mettiamo a riposo il nostro lanciatore principale, così come in semifinale; era un rischio misurato perché quest’ultimo era infortunato.
I fatti ci hanno dato ragione ma abbiamo dovuto lottare.
BTVF: La semifinale contro Nizza è stata un punto di svolta, soprattutto con la performance eccezionale di Batista (7 IP, 13 K). Come vivi, in quanto Presidente-Manager, il fatto di avere un lanciatore di tale qualità?
È una benedizione! Abbiamo perso la maggior parte dei nostri giocatori andati a Nizza, dopo il titolo nel 2019.
Abbiamo avuto un periodo di vuoto e al nostro ritorno in D2, abbiamo formato una squadra giovane.
Batista, lo abbiamo incontrato diverse volte durante i tornei che abbiamo giocato in Italia. Abbiamo avuto l’occasione di farlo venire e l’abbiamo colta. Ma abbiamo anche dei battitori!
BTVF: Abbiamo visto una squadra molto disciplinata difensivamente: zero errori in semifinale, una finale bloccata da Rony Papa, Navarro e Matranga. È un asse di lavoro prioritario nel tuo progetto sportivo?
È sempre stata una delle nostre forze, lavoriamo regolarmente sulla difesa per avere una base solida. Alleniamo i nostri giovani sulla difesa, lavoriamo molto sulla tecnica. La difesa è meccanica, e paga più velocemente dell’attacco. E poi, abbiamo un campo che ci porta naturalmente a concentrarci sui nostri sforzi sulla difesa! Abbiamo il progetto di avere un buon campo, ma tra il CoViD e il ritiro nel campionato, è stato un po’ messo da parte.
Ma, l’attacco, bisogna lavorarci, tanto più che abbiamo solo una squadra di softball, e quindi poche partite per progredire.

BTVF: Rony Papa è stato uno degli uomini del weekend: decisivo in semifinale, decisivo in finale con un triplo e un home run, MVP del Challenge. Come descriveresti il suo ruolo nel gruppo, oltre alle statistiche?
Rony è un vero relè con i nostri giovani, una locomotiva. È arrivato al club una decina di anni fa, è stato formato da noi. È un giocatore dotato alla base e che ha lavorato bene per ottenere i risultati attuali. I giocatori che hanno quarant’anni vogliono passare il testimone.
Rony diventa un giocatore più fisico, oggi esplora le sue capacità. È un ragazzo intelligente che si pone molte domande. È sulla buona strada e tutti vogliono seguire il suo solco.
BTVF: La finale è stata un modello di padronanza: 12 hits, un attacco in fiamme nell’8ª inning mentre i Pharaons conducevano 5-3 alla fine della 6ª, e un Batista in stato di grazia. Come hai vissuto questa partita?
Una partita stressante! Siamo passati attraverso tutti gli stati d’animo! Abbiamo affrontato la finale senza nulla da perdere, senza pensieri. Quando ci divertiamo, funziona! Siamo un gruppo che gioca molto con la testa!
Abbiamo attaccato bene la partita. Abbiamo fatto 12 hits ma alla fine avanziamo poco. Ci siamo diffidati dell’attacco di Évry. Siamo riusciti a rialzarci rapidamente nelle ultime due inning e abbiamo saputo elevare il nostro livello di gioco per segnare.
BTVF: Il club è stato fondato nel 1996, festeggiate quindi i vostri 30 anni di esistenza quest’anno, avete già il Challenge in tasca, con una Coppa d’Europa da disputare l’anno prossimo, e avete chiuso primi nel vostro girone con una sola sconfitta nel conto… un’idea di doppietta per il vostro anniversario?
Per il momento, rimane un sogno lontano, non un obiettivo. Non lo era all’opening day, non lo è oggi. La stagione è già vinta. Ora, non giochiamo per perdere, ovviamente, ma prendiamo ciò che c’è da prendere nella seconda parte.
Tutto va molto veloce, 2 o 3 assenze nella squadra e tutto può essere sconvolto, come è già successo per noi in passato. Conosciamo le nostre forze ma restiamo un club giovane, puntiamo sulla continuità.
Sébastien Dondé.
Crediti foto: reti sociali dei club. Design dei risultati e classifica: Matteo Van Parys.






