La sera del 14 luglio 1789, venuto a sapere della presa della Bastiglia, il re Luigi XVI chiese al duca di La Rochefoucauld: «è una rivolta?». E il nobile rispose: «no, sire, è una rivoluzione». L’esattezza storica della citazione non è del tutto accertata, ma è comunque ciò che ci è venuto in mente chiudendo il nostro computer dopo aver visto questa 4ª giornata completamente folle.

Perché bisogna ammetterlo, vedere i due leader del campionato, favoriti logici per un posto in finale, tornare dai loro due trasferimenti contro squadre in difficoltà con un 0-4, non è proprio ciò che ci aspettavamo. Allora, rivolta passeggera o cambiamento totale di paradigma in D1? Dovremo aspettare un po’ per pronunciarci, ma la classifica è terribilmente serrata, forse come mai prima d’ora.
Ci si aspettava che Béziers, che finalmente ritrovava il proprio campo, non si sarebbe presentato come vittima sacrificale contro dei Rouennais che sembravano in modalità tranquilla. Ma Rouen ha sbagliato tutto. Ad esempio, cercando di giocare d’astuzia con il top del line-up dei Pirates, distribuendo walk intenzionali come caramelle di Halloween, solo per essere battuti dai JFL di Béziers, Tranbarger e l’inaspettato Limouzin, che conferma la capacità dei Pirates di far emergere giovani talenti in qualsiasi momento. Altra prova delle insufficienze rouennaise, nessuna stolen base contro una squadra che ne aveva concesse 19 in 6 partite, e nessun punto meritato contro un pitcher (Froment) che ne aveva concessi 12 in tre uscite. D’accordo, Rouen era privo dei suoi due migliori pitcher (Mercadier e Prioul) e di due veterani importanti (Bert e Blondel), ma è normale che le grandi squadre superino le vicissitudini di una stagione. Ma se Rouen è stato scarso, è sicuramente perché Béziers è stato bravo. I Pirates hanno dimostrato reali qualità morali resistendo ai ritorni degli Huskies in entrambe le partite, per fare la differenza alla fine (10ª inning nella partita 1, 7ª inning nella partita 2), mentre avevano avuto più difficoltà a ribaltare la tendenza nelle giornate precedenti. Va sottolineata la rilievo eroica di Guyonneau nella partita 2, l’efficacia perfetta del duo Zerpa-Meza (8 su 18), i 12 strikeout di Gonzalez, e, naturalmente, il duo di giovani battitori già menzionato.

Montpellier avrebbe potuto approfittare dell’inciampo del suo rivale. Ma abbiamo ritrovato tutte le debolezze che un inizio di stagione offensivo a tutto gas avevano permesso di nascondere. Così nella partita 1, le debolezze del rilievo, gli errori difensivi e la generosità nei walk hanno costato troppo contro una squadra senartese che ha ribaltato tutto con una spinta di 7 punti nella 5ª inning, e si è appoggiata su un’altra uscita riuscita di Émile Brelle, che ha firmato il suo 3º quality start in 3 partite. Nella partita 2, Anderson Vera aveva senza dubbio un messaggio da trasmettere alla sua vecchia squadra, del tipo «avreste fatto meglio a tenermi». Si è divertito contro il line-up dei Barracudas per 7 inning (0 punti, 3 hits, 8K), prima di esaurirsi nell’8ª e rendere la partita interessante, ancora di più con il rilievo molto esitante di Matthieu Brelle, che si è ritrovato nella situazione delicata di affrontare il miglior battitore di Montpellier, Farina, con un solo punto di vantaggio, due corridori in base e due out. Ma il pitcher veterano se l’è cavata. Sénart, che era fuori gioco contro gli Huskies una settimana fa, si è trasformato in una squadra di alto livello questo fine settimana, ulteriore prova che questo campionato non ha ancora finito di deliziarci. Per quanto riguarda Montpellier, ci si può interrogare sulla scelta di Brossier come starter della partita 2, e i 7 walk che ha concesso (è a quota 22 in 16 inning) hanno complicato il compito della sua squadra. Ci si può anche chiedere perché andare a cercare tre giovani pitcher francesi e non dare loro fiducia per partire.

La terza partita ha visto Savigny confermare le sue buone intenzioni questa stagione. Come detto, quest’anno bisognerà fare i conti con i Lions. Pena è sempre così solido e ha dato, come in ogni sua uscita, tutte le possibilità alla sua squadra di imporsi. Va sottolineato l’enorme fine settimana dei fratelli Amoros, che hanno colpito 9 hits in 13 presenze tra loro, con due doppi, due tripli, un home run e 6 RBI. Ci sono ancora alcuni punti neri, un Orozco non è al livello degli altri anni e ha rischiato di far scappare la vittoria nella partita 2, un Keurinck (0 su 9 questo fine settimana) che sembra colpito dal sophomore slump, una difesa che commette troppi errori, ma Savigny dimostra una grande solidità. Tolosa ha mostrato le sue debolezze in trasferta, anche se lo Stade è andato vicino a ribaltare la situazione alla fine della partita 2, confermando la sua capacità di non mollare mai.

Alla fine, il grande vincitore della giornata è La Rochelle, che, senza giocare, si è installato in testa al campionato. I Boucaniers possono anche dirsi che hanno una grande carta da giocare nella loro partita contro il PUC (che si giocherà il 23 e 24 maggio), prendendo le distanze dal resto del gruppo. Per quanto riguarda i Parigini, possono nutrire alcune preoccupazioni nel vedere il divario con le altre squadre allargarsi sempre di più. Il PUC si lancerà in una corsa che è lungi dall’essere vinta in anticipo.

Con 5 squadre che si tengono in 1 partita, 2 partite di distacco tra il 1º e il 7º, questa giornata ha completamente mescolato le carte e cambiato il panorama. Tutto è possibile per tutti, non si potrebbe chiedere di meglio.
F. Colombier
Crediti fotografici: RS Club






