In MLB, quest’anno, avete forse visto i ricevitori e i lanciatori comunicare tramite un PitchCom, un braccialetto per il ricevitore che invia un segnale elettronico al lanciatore per indicargli il lancio. La MLB stava testando questa tecnologia, che si è rivelata conclusiva, quindi la pratica potrà essere utilizzata questa stagione nel baseball maggiore.
Ovviamente, si deve dire « potrà » e non « dovrà » perché non è obbligatorio. La tecnologia non è forse al 100% a punto ovunque e alcuni lanciatori non sono ancora abituati. Perché affrettarsi a introdurla? Soprattutto perché, in linea di massima, funzionava e i giocatori hanno apprezzato il risultato.
Il concetto è buono, ma trovo l’introduzione molto prematura. Senza contare che ci si dovrà aspettare che qualche furbetto trovi delle falle nel sistema e decodifichi le informazioni destinate a rimanere in loop tra il ricevitore, il lanciatore e l’allenatore.
Ma bene. Il baseball ha il presentimento che ciò ridurrà il furto di segnali (un flagello che ha colpito in particolare gli Astros di Houston) e che aiuterà il ritmo delle partite. E poiché Rob Manfred non ha ancora l’autorità di introdurre il timer per i lanciatori, fa come può per aiutare il ritmo delle battaglie in battuta.





